Le malattie della povertà

Per fortuna, ogni tanto, capita di venire a conoscenza di qualche avvenimento che, in qualche modo, ci porta a vedere le cose che ci circondano in maniera meno sconfortante.
E’ il caso del Centro nazionale per le malattie della povertà appena inaugurato a Roma.

“E’ appena stato inaugurato a Roma il primo Istituto italiano per la salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà (Inpm). In collaborazione con l’Oms, è la prima esperienza di questo tipo in Europa. Ha sede nell’ospedale San Gallicano dove, dal ’93, il professor Aldo Morrone si dedica alla salute dei più deboli. Lo assiste una squadra composta da sette medici e un centinaio di collaboratori volontari. Fra loro ci sono mediatori culturali, medici, psicologi, nutrizionisti che ogni anno curano e accolgono circa 10.000 persone. I pazienti sono persone vicine alla soglia di povertà, immigrati, nomadi, barboni, rifugiati, vittime di tortura, ma anche famiglie e anziani soli. Sarà Morrone a dirigere la nuova struttura che dovrà garantire, su tutto il territorio nazionale, la promozione della salute fra stranieri e italiani in difficoltà. In Italia l’11% delle famiglie vive in condizioni di povertà (in Europa circa 60 milioni di persone vivono con meno di due euro al giorno). Per affrontare le situazioni più critiche, l’Istituto ha il compito di creare una rete regionale in tutta Italia.
Puglia e Sicilia hanno aderito al progetto creando due poli decentrati ( a Tatarella di Cerignola e ad Agrigento). C’è anche un piano per emergenza e integrazione degli immigrati che sbarcano a Lampedusa.
Toscana, Emilia-Romagna e Veneto stanno già pensando a esperienze simili. -In questi anni di lavoro con i pazienti “invisibili” al San Gallicano abbiamo imparato a razionalizzare i costi, a evitare sprechi -, racconta Morrone, – anche utilizzando i farmaci generici. Tra i migranti molte malattie sono a volte collegate a una carenza di informazioni. Fra gli stranieri gli infortuni sono il 60% contro 40% ogni 1.000 lavoratori; crescono i casi di hiv-Aids, dal 3% negli anni ’80 al 20% del 2007. La Tbc è raddoppiata dal’99 al 2004 e il tasso di abortività fra le immigrate ha raggiunto in alcune regioni il 36% del totale.”
(Inpm- via San Gallicano 25/A- Roma    tel.0658543780    www.inmp.it;    e-mail:
info@inmp.it )

Valeria Pini

(Da la Repubblica Salute 24 gennaio 2008)

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One thought on “Le malattie della povertà

  1.  povero uomo,  era superiore alle bestie, non lo è più, ma toccherà il fondo e ritornerà ad esserlo ma sarà sempre il cane che morde la coda.

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