Le vittime del bullismo: uno studente ogni tre

Gli immigrati. I disabili, i timidi, i secchioni, chi è troppo alto o troppo basso, chi è grasso o eccessivamente magro, quelli che vestono in maniera trasandata o quelli troppo alla moda. A scuola basta apparire un po’ diversi dal gruppo per diventare bersagli di offese, scherzi pesanti o atti di bullismo.

Sono stati gli stessi ragazzi delle medie e delle superiori a definire con precisione le dinamiche, i protagonisti, i perché e i per come delle prepotenze che si compiono tra i banchi.

Lo hanno fatto compilando in tanti (5.418 in tutto) i questionari della prima Indagine sul bullismo a scuola realizzata da Cittadinanzattiva, l’associazione per i diritti e la partecipazione civica che presenterà lo studio il 12 giugno a Roma.

La metà degli studenti ha assistito a molestie e maltrattamenti di vario tipo e uno su tre li ha subiti in prima persona. I più perseguitati sono gli stranieri (16 per cento) e i disabili (7 per cento), negli altri casi sono il carattere e l’aspetto fisico a scatenare la cattiveria dei gruppetti che agiscono per noia o per gioco: le vittime sono esili o soprappeso (nel 23 per cento dei casi), poco attente all’igiene personale (19 per cento), timide ( 18 per cento) o concentrate nello studio (15).

Subito dopo le botte date a chi non è in grado di difendersi, la condotta giudicata più grave è la violazione della privacy: il cellulare usato per riprendere i compagni in situazioni particolari per poterli poi deridere.

La ricerca parla di una scuola abbastanza violenta, dove vandalismo, arroganza e intolleranza sono frequenti. “ Spesso però si tende a semplificare, a chiamare tutto bullismo” afferma Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Fortunatamente non è così. La persecuzione fisica o psicologica, il bullismo vero e proprio, è ancora limitato. Dall’indagine emerge che quasi tutti i giovani vogliono risolvere questo problema, chiedono regole certe e vorrebbero avere a che fare con adulti preparati e maturi in grado di farle rispettare”.

Alberto Fiorillo – il venerdì di Repubblica – 6 giugno 2008

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9 thoughts on “Le vittime del bullismo: uno studente ogni tre

  1. Sai, io penso che bisognerebbe che gli adulti fossero più vicini ai ragazzi, parlassero di più con loro, non li studiassero a distanza, ma ci vivessero insieme. Questo lo dico perchè a scuola quando si parla di bullismo si parla di qualcosa in cui sembra che noi non centriamo nulla: non è vero noi centriamo eccome. Io parlo con i giocani e loro capiscono molto di più di quanto non si creda, sono dispsoti a cambiare, ma hanno bisogno di una mano che li guidi pian piano credendo in loro… Un abbraccio, Giulia

  2. Da come parli e per la conoscenza che dimostri dei ragazzi mi sembra di capire che anche tu insegni.
    E’ vero, molti ragazzi, oggi, ci chiedono di dar loro una mano, a volte in modo maldestro, e non sempre siamo pronti a percepire i loro segnali e i loro bisogni, ma ci sono delle volte in cui non vieni messa nella condizione di aiutarli, e altre volte in cui ti sembra che, dietro l’apparenza, davvero ci sia il vuoto. Soprattutto allora mi sento inadeguata e incapace di aiutare. Un abbraccio e un grazie per le tue visite sempre molto gradite. Piera

  3. cara Piera, il desiderio di prevaricare è l’istinto peggiore di un essere umano…e neanche la storia è riuscita ad insegnare nulla al riguardo…corsi e ricorsi, e alla fine c’è sempre questa violenza del più forte…mah!
    non so che dire, sono solo amareggiata.

  4. Cara Cri, veramente la storia non insegna, o forse noi siamo refrattari
    a qualsiasi insegnamento, incapaci di imparare. Ahimè, la prevaricazione c’era nel passato, c’è nel presente, ci sarà domani; se posso dire una cosa abbastanza forte, credo che faccia parte del nostro dna di uomini-bestie.
    Un forte abbraccio. Piera

  5. Ciao, Milvia. Anch’io vi leggo sempre, purtroppo il tempo non è mai abbastanza, soprattutto in certi periodi. Mi interessano molto i tuoi “suggerimenti”, sono scelti con grande cura, e, sapendo di ripetermi, ti dico che mi sono mancati durante il tuo viaggio in Sicilia. Ciò che scrivi, poi, sia in prosa che in versi, be’, sono dei piccoli gioielli. Un forte abbraccio. Piera

  6. io penso che il bullismo sia utile, per aiutare a gli altri a soffrire di più, i sfigati, i timidi, gli introversi, i secchioni, i magri, gli omosessuali, io sono stato vittima del bullismo, e ho maturo un odio tremendo, verso chi mi ha maltrattato e le vittime, i secchioni che studiano,mi danno un fastidio enorme e non li sopprtartere questi intelettuali di merda. Gli omosessuali non li posso vedere, se mi viene nella testa gli ammazzo pure, perchè l’uomo deve stare con la donna, i timidi gli do addosso considerandoli ritardati e inutili nella società. Anche io sono stato vittima del bullisinvece di stare contro gli simpatizzo molto. Penso che sono a vostro gradimento

  7. Quello che viene detto in questo articolo è fin troppo veritiero. Me ne rendo conto vedo molti ragazzi/ragazze della mia scuola trattati in questo modo. I "carnefici" amano far del mele, infierire più del dovuto. la cosa che trovo più orribile, però; è il fatto che nessuno si faccia avanti per proeggere la vittima. E' troppo crudele.

    C.T

  8. C.T., credo che si debba sempre avere rispetto nei confronti di chiunque perché è troppo facile averne verso chi sentiamo simile a noi, la nostra maturità si vede nel saperci confrontare con la diversità, in tutte le sue forme. Io credo che tu, pur essendo probabilmente giovanissimo o giovanissima, lo abbia perfettamente capito.
    E' vero, spesso non si difende chi diventa vittima dei soprusi, per fortuna, però,  non sempre. Bisogna invece lavorare perché nessuno, mai, si debba sentire solo in queste circostanze.
    Grazie per questo tuo commento, ti auguro tante cose belle.
    Piera

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