Un bel racconto di Eleonora Bernardi

  Sara aspetta in macchina
 
Sara esce ogni mattina intorno alle otto per accompagnare il figlio Dario a scuola, lo saluta al cancello e poi torna in macchina, lì si ferma e aspetta.
Cosa aspetta? Che il figlio esca da scuola, deve riportarlo a casa.
Se la vedi accanto al cancello all’ora d’uscita dei bimbi da scuola è una mamma come le altre, tutte attendono un figlio con la gioia nel cuore, ma lei è diversa perché appena lo vede si sente sollevata, la sua gioia è negli occhi di Dario e arriverà fino a lei solo quando lui l’avrà distinta fra le altre mamme.
Se però ti capita di passare nei pressi della scuola durante l’orario scolastico e cerchi la macchina di Sara la trovi di sicuro, ora qui, ora un po’ più in là, ma sempre abbastanza vicino alla scuola, come un’appendice dell’edificio e Sara è dentro, aspetta.
Da quanto tempo va avanti questa storia?
Da cinque anni, da quando Dario è entrato in prima elementare, ora frequenta la quinta classe, poi andrà alla scuola media e poi…si vedrà! E in ogni caso lei, Sara, si troverà sempre nei pressi di suo figlio, ovunque lui si trovi.
Sara è di media statura, ha una corporatura esile, il viso ovale, gli occhi marrone, dolcissimi… il tempo è passato su di lei con benevolenza, solo qualche lieve ruga ai lati delle labbra mobilissime che come niente si schiudono in un sorriso o si serrano a manifestare un po’ di disappunto.
Ti fermi accanto alla macchina e scopri che legge, se batti al finestrino e ti riconosce, posa in fretta il libro ed apre lo sportello, poi magari si alza per salutarti.
Quando capisce che non hai fretta si appoggia alla macchina e comincia a parlare, lei deve riempire il suo tempo e tu puoi farle compagnia.
Si parla di Dario, se vuoi, altrimenti di qualsiasi cosa, perché Sara s’interessa di tutto, ha sempre qualcosa da dire e tu staresti ad ascoltarla per ore.
Sorride molto, mentre parla, ma i suoi occhi lampeggiano di una luce particolare solo quando parla del figlio.
Ti rendi conto che il tempo con Sara vola, arriva prestissimo il momento di salutarla perché hai da fare, e ti dispiace, solo quando sei già lontano ti rendi conto che lei per tutto il tempo ha stretto tra le mani il cellulare.
Sara in ogni caso deve solo aspettare, e lo fa.
Dario è un bambino malato, a vederlo non si direbbe.
E’ affetto da una severa intolleranza al lattosio e ad un’altra manciatina di sostanze, un contatto anche accidentale con questo manipolo di nemici, spesso nascosti, può determinare in Dario uno shock anafilattico e spedirlo in coma.
E’ già successo.
Dario è stato “rianimato” , anche di recente, grazie alla sua mamma che è intervenuta prontamente con le fiale di antidoto e adrenalina che ha sempre con sé. Con una siringa pronta che solo lei può usare, perché la Legge non prevede che all’interno della Scuola qualcuno possa intervenire se non per chiamare un’ambulanza, che potrebbe arrivare troppo tardi.
Dario è un piccolo cittadino invalido che ha i suoi diritti, ma è innanzi tutto un bambino e deve poter frequentare la scuola “in sicurezza”, deve avere la possibilità di giocare con i compagni, confrontarsi con loro e con altre figure d’adulti e crescere…
Per questo Sara vuole che suo figlio frequenti la scuola pubblica.
Lei si aspetta che non si senta emarginato o d’impaccio quando c’è una festa scolastica o è stata programmata una bella gita che per lui sarebbe “rischiosa”, cosa che invece puntualmente si verifica.
Sara non è contenta di essere trattata con fastidio dalle altre mamme.
”Perché non si rendono conto che è capitato a me, ma poteva succedere a chiunque di loro?”
Te lo chiede come chi ancora non vuole arrendersi all’evidenza di un mondo costruito a misura di una massa d’individui sempre più informe, in quel mondo il posto per i bisogni particolari non c’è!
Ogni tanto, quando si batte per suo figlio, qualcuno le dice che sarebbe opportuno per lei “fare un passo indietro”.
Te lo racconta e ti chiede se è giusto che sia sempre lei a farsi da parte, dopo aver rinunciato a tanta parte di vita per sé.
Le rispondi che non è giusto.
Aggiungi che viviamo, male, in un mondo sbagliato…e ti accorgi che dentro ti sta montando una rabbia che non credevi di avere.
Sara, con il cellulare tra le mani, ti ha lasciato con parole di speranza: “Io non smetterò mai di chiedere, di combattere per mio figlio!”
Pensi allora che alla fine qualcosa potrà cambiare.
Intanto Sara aspetta in macchina.
  Eleonora Bernardi
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8 thoughts on “Un bel racconto di Eleonora Bernardi

  1. Carissima, mi hai fatto una bella sorpresa! Sai che avevo pensato a Sara quando ho letto la terribile notizia della bimba affetta da celiachia e morta per un probabile shock anafilattico?
    Sono piena di rabbia e di tristezza anche a seguito dei recenti tagli sulla Sanità. Come può definirsi uno Stato che perseguita i “clandestini” e non si cura della salute delle fasce più deboli della sua popolazione? Non ho parole…
    Un abbraccio. Ele

  2. Eleonora, ti ringrazio.
    Ho avuto molto da riflettere, il racconto è scritto benissimo e fa emergere sentimenti e problemi reali, senza mai cadere nel pietismo.
    Piera è un’ospite che sa il fatto suo.
    Ancora grazie.
    cri

  3. Ciao, Ele, questo racconto mi aveva colpito molto già a suo tempo, perchè affronta, con molta delicatezza, un problema e un disturbo che non sono affatto rari.
    Purtroppo, i nostri governanti hanno ben altro a cui pensare, che vuoi che siano queste cose, ci sono ben altri nodi da sciogliere… La sanità, la scuola… mah…
    Il mio abbraccio. Piera

    Hai visto, Cristina, come è brava l’altra mia amica romana?
    Mi sarebbe piaciuto tanto incontrarvi entrambe a Roma!Chissà, magari capiterà.
    Sì, hai ragione, questo racconto suscita sentimenti e riflessioni importanti, però, purtroppo, solo in chi è già abituato a porsi domande sull’esistenza.
    Un caro saluto e a presto. Piera

  4. Avvistamenti sul finir di luglio[..] Alberto Nigro lasciamoci scuotere dal cuore Per saperne di più: Amnesty Internationl Franca Rame: QUI e QUI Morgan, Uno dei miei più amati chiude il suo blog: io, augurandogli che riesca a realizzare nel migliore dei mod [..]

  5. Ho letto solo alcuni giorni fa questo racconto scritto da Eleonora Bernardi.Volevo salutare Sante ed ho tovato Nora, o meglio la sua voce narrante.La prosa del racconto è scarna ed essenziale, asciutta eppure penetrante e flessibile.Oserei dire che mi ha ricordato un film neorealista.La storia di Sara riporta alla nostra attenzione il dramma dell’indifferenza e della diffidenza in cui questa società si cristallizza.Coadiuvata dall’esempio Illuminato dei rappresentanti delle Stanze del Potere dove si aggirano biechi interessi che non volano alto.Ed allora ecco Sara con la sua vicenda, che bussa alle porte, alle orecchie, alle coscienze di tutti.Grazie Eleonora. Marle

  6. Msg ai naviganti:chiedo scusa per eventuali, frequenti errori di battitura del msg.La brevità della connessione a Internet sulle e.mail non mi consente di rileggere ed allora…Ciao a tutti ed un abbraccio particolarmente sentito a SANTE. Marle

  7. Grazie a Piera per aver voluto riproporre questo mio scritto che, purtroppo,rimanda ad amare riflessioni…La vita “vera” è fatta di persone che soffrono, combattono le loro battaglie, per lo più lontano dalle cronache e dai riflettori! Un abbraccio. ele

  8. Ciao, Marle! Ti ringrazio per le belle parole che hai lasciato nel commento. Purtroppo nelle “stanze del Potere” hanno altro da fare!
    Non si capisce la sofferenza e il disagio senza averli provati…a meno di avere una profonda coscienza. Un abbraccio. ele

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