Alghero : mare e mura, profumi e colori
 
Ho trascorso la settimana scorsa ad Alghero, città turistica abbastanza conosciuta. Stando lì, e non di passaggio, come spesso mi accade, ho potuto "farne parte". Ho fatto lunghissime passeggiate e mi sono “guardata intorno”. Credo che mai, come in questi giorni, lei ed io abbiamo avuto modo di conoscerci. E devo dire che ci siamo piaciute!
Ho nelle narici i suoi profumi, l’odore del mare, diverso a seconda del luogo in cui sosti, dei vicoli del centro storico, dove sono stati aperti numerosi ristoranti e trattorie, e nel passarvi accanto, il profumo ti investe e ti spinge a fermarti.
E negli occhi i colori, quelli dei coralli, di cui il mare di Alghero è ricco, degli ori e degli argenti esposti nelle vetrine situate lunghe le antiche vie della città.
Fare le passeggiate lungo i bastioni che circondano il nucleo più antico è spettacolare, soprattutto se ti affacci dall’alto sul mare, illuminato di giorno dal sole, di notte da una miriade di luci che lo rendono speciale.
Sul lungomare, alla sera, i complessini si alternano alle danze , ai canti, ai fuochi d’artificio, alle giostre coloratissime.
Ho visto una scultura fatta con la sabbia da un artista di strada : un piccolo gioiello, che il vento, il mare, lo scorrere del tempo presto porteranno via.
Ho potuto soltanto fotografarla, in seguito non sarà certo come ammirarla dal vero.
E le innumerevoli bancarelle dei venditori dell’Equador, del Senegal, dell’India, della Cina. Quanti colori , quanti piccoli capolavori!
Sedie intagliate, maschere in legno dai colori caldi, e tanti oggetti semplici ma talvolta molto belli e delicati.
Maree di gente che a volte ti levano il respiro nel venirti incontro, perché lo spazio manca, e con lo spazio anche il respiro.
Infine, lontano, là dove sembra che il mare si chiuda, il lunghissimo promontorio di Capo Caccia, un gigante che dorme disteso sull’acqua.
E proprio in cima, il faro, che insegui con gli occhi mentre alternativamente si accende e si spegne.

Alghero, la città dove il catalano continua ad essere parlato e il corallo pescato, dove i turisti continuano a trascorrere le vacanze incapaci di resistere al suo fascino fatto di mare e marinai, di colori e odori, di torri e bastioni, di vie strette che sanno di pietanze e di gente.

Piera Maria Chessa

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12 thoughts on “

  1. Sarebbe davvero bello: tu ed io che passeggiamo insieme sul lungomare.
    Tu mi racconti della tua splendida città, io della mia isola. Ne verrebbe fuori un’eterogenea storia “sardo-laziale” a quattro mani! Ci pensi?
    Un forte abbraccio. Piera

  2. Condivido in pieno il commento di Cristina! Come sempre hai il potere di condividere le sensazioni e le atmosfere che hanno avvolto il tuo animo…a me sono arrivati i colori, quelli del mare e del corallo, che bello! Grazie. Ele.

  3. Ciao Eleonora. Ieri sono stata a trovare il mio carissimo fratello, e tra l’altro abbiamo guardato insieme, al computer, le foto fatte ad Alghero.
    Non sono male, via, a parte qualche pezzo di testa o di monumento “tagliato”! Forse devo prendere meglio le misure!
    Grazie per le belle parole, non del tutto meritate, in verità. Aspetto un tuo post, mi lasci troppo a lungo a digiuno. Non fare la pigrona! Il mio abbraccio a “tutti” voi. Piera

  4. Di luglio un anno andai ad Alghero. Feci il bagno in un’acqua con la virtù di rendere felici. Mangiai un gelato di cannella e canditi. Mi fecero una foto a cavalcioni sul cannone. Indossavo una maglia a righe orizzontali bianche e fucsia, alle orecchie due rombi colorati appena regalati. Al rientro a mezzanotte uno schianto mi spezzò molte ossa e mi spiegò la parlata della morte. Non perdetti gli orecchini e neppure le scarpe. Mi si imbiancarono un po’ i capelli. Ma non fu colpa di Alghero, che rivedo sempre con amore.

  5. Grazie, Giulia per la tua visita.
    Come ho detto a Cristina, qualche giorno fa, sarebbe bellissimo passeggiare insieme, a due passi dal mare, e raccontare ognuna di noi qualcosa di sè, quel che vuole, liberamente.
    La mia carissima amica Ele, dal giorno in cui le parlai del tuo blog, ti viene a trovare,credo, quotidianamente. Ha per te molta stima anche perchè condividete la passione per gli stessi libri.
    Spero non mi sgridi per averti parlato di lei…
    Un abbraccio. A presto. Piera

  6. Cara Savina, non sapevo di questo terribile incidente, le tue parole mi hanno colpito molto.
    Nonostante quest’ esperienza, vedo che, comunque, Alghero fa parte dei tuoi affetti. Ricordi la cartolina?
    Un forte abbraccio e un buon proseguimento “di viaggio” in compagnia di “UNDICI”.
    Piera

  7. La Sardegna è un’isola magica, carica di mistero che sa di antico. Quanta nostalgia! Alghero…. Ho letto da poco un libro che diceva che ognuno di noi ha un dono. Non è semplice scoprirlo e spesso serve l’aiuto degli altri per riuscire a comprenderlo, perchè ognuno di noi è come un cieco che ha bisogno della sua guida per raggiungere la meta. Mentre leggevo il tuo racconto le tue parole mi hanno condotta in una Alghero magica a me sconosciuta. Zia, tu non scrivi, narri! Questo per me è un dono. Non tutti attraverso le parole riescono ad incantare il lettore, scrivono e basta. Un bacio grande grande, la tua nipote vicentina

  8. Chissà, Giulia, se davvero un giorno, da qualche parte, riusciremo ad incontrarci, tu, io, Cristina, Milvia, Sabrina e tutte la care amiche conosciute tramite i blog! Non è detto che sia davvero impossibile! Per ora, un abbraccio. Piera

  9. Carissima Sabrina, come sono felice di questa tua visita! In questi ultimi giorni non ho acceso il pc e oggi…diverse gradite sorprese.
    Troppo bello il tuo commento e tu troppo buona! Tra l’altro, vedo da come scrivi che il tuo “cento” alla maturità è decisamente meritato.
    Saluta tutti. A te, splendida nipotina, l’augurio che presto sia tu a prendere carta e penna, o se preferisci, pc e tastiera, e porti alla luce quel ricchissimo bagaglio di pensieri, riflessioni ed esperienze che custodisci gelosamente.
    Un abbraccio e a presto. Piera

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