Il razzismo strisciante

 

Ho appena finito di leggere l’ultima pagina sul venerdì di Repubblica del 10 ottobre 2008, si tratta della rubrica per posta, curata da Michele Serra.
Non voglio fare commenti, anche se mi verrebbe facile, perché la lettera del ragazzo, uno studente universitario, e la risposta di Serra rispondono a tutte le mie domande e pongono gli stessi quesiti che io mi pongo davanti ad episodi così vergognosi come quello di cui si parla.
Questo è il titolo: Il razzismo strisciante da cui nessuno è immune.
CARO SERRA, sono uno studente della provincia di Brindisi, laureando in Lettere classiche. La mattina del 10 settembre, a Cerignola, sono stato testimone con un mio collega di un’ aberrante serie di offese a un gruppo di extracomunitari, come me in attesa di un pullman. Portavano pesanti borsoni, pieni -credo – di articoli da vendere. Arrivato il pullman hanno esibito educatamente il biglietto all’autista. Ma ecco l’autista apostrofarli con insulti e battute insolenti: voi siete scemi, scemi, avete il cervello piccolo come quello di un doberman. Ancora peggio, l’autista ha allontanato il gruppo di stranieri facendoci passare davanti e suggerendoci di occupare i primi posti.
Sono addolorato, soprattutto per il mio silenzio: ero scioccato e sconvolto. Il movimento di liberazione dei neri, in America, è nato il giorno in cui una donna di colore rifiutò, in metropolitana, di cedere il posto a un bianco.
                                                                            
                                                                                         Nunzio C.
CARO NUNZIO, scelgo la tua lettera tra le tante (ahimè) che segnalano episodi di intolleranza nei confronti di persone straniere, specie dalla pelle scura, perché ha il coraggio e la lucidità di autodenunciare la tua impotenza di fronte al ripugnante comportamento di quell’autista.
La presenza sempre più evidente del razzismo nel nostro Paese viene troppo spesso liquidata come “reazione fisiologica” a una presenza straniera sempre più massiccia. Ma episodi come quello che racconti, dimostrano che tra causa ed effetto il rapporto non è poi così evidente, visto che l’odio dell’autista si è indirizzato verso un gruppo di persone che descrivi come educate e pacifiche. E non abbienti, elemento che aggrava, e di molto, il comportamento discriminatorio di quel signore, perché un nero ricco e un nero povero, puoi scommetterci, non hanno lo stesso indice di popolarità in nessun luogo del mondo…
E dunque, se il razzismo è così spesso arbitrario e immotivato, non dobbiamo esitare a denunciarlo per quello che è: accanimento pregiudiziale contro categorie umane che non vengono più riconosciute come persone, ma come “problema” o “pericolo”. Allo stesso modo, l’autista razzista ha qualificato te e il tuo amico( bianchi e indigeni) come clientela “normale”, da far salire nelle prime file, e non è stato nemmeno sfiorato dal dubbio che il suo comportamento potesse urtarvi o ferirvi. Se sei addolorato dalla tua mancata reazione, è proprio perché senti di avere implicitamente corrisposto al disegno pregiudiziale di quel tizio: dicendogli “ non si permetta”, avresti mandato all’aria la sua rozza visione delle cose.
Se ti può consolare, Nunzio, penso che a ciascuno di noi sia capitato di tirare diritto, e masticare amaro, di fronte a soprusi grandi e piccoli. Per prudenza o perché manca l’animo di litigare, o ancora perché non si ha voglia di ispezionare troppo da vicino quella fogna che è, così spesso, l’animo umano.
Grazie della tua lettera, dunque, che è un piccolo, efficace apologo non solo sull’imbecillità del pregiudizio, ma anche sulla nostra debolezza. Dobbiamo smetterla di spaventarci o di sentirci esclusi da una società così ringhiosa. Questo Paese, le sue città, le sue strade, sono anche nostre. Facciamo sentire la nostra voce e la nostra presenza.
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12 thoughts on “Il razzismo strisciante

  1. Il razzismo, credo, è un condimento che si manifesta in ogni angolo della nostra giornata (anche tra noi, che abbiamo la pelle bianca o che proveniamo dalla stessa nazione; gli stessi italiani mettono l’accento sulle origini di una persona nche in maniera offensiva, molto offensiva).

    L’impotenza, a volte, ci fa rimanere muti dallo shock, dalla mancanza di reazione: ci fa sentire in colpa.

    Reagire col sentimento, col trasporto è un piccolo segno di denuncia che noi facciamo verso questi episodi: vuol dire iniziare un processo educativo che poi, a lungo andare, sa venir fuori con eleganza e determinazione, non avendo paura d’essere poi “mescolati” (scusami la parola) al cervello di persone ch tanto subiscono e tanto incassano.

    Grazie per questa tua preziosa segnalazione.

    Un abbraccio, Glò

  2. Grazie, Piera, per aver riportato l’articolo di Serra che ci fa riflettere. In effetti il “razzismo strisciante” mostra il suo volto aberrante sempre più spesso. Sono convinta che la recente campagna sulla Sicurezza, attuata dal Governo, abbia contribuito pesantemente a stimolare nelle persone atteggiamenti intolleranti e discriminatori. C’è in giro una specie di autorizzazione a certi comportamenti…Concordo con il giornalista: bisogna avere il coraggio di reagire e di esporsi, magari poi qualcuno ci viene dietro!
    Un abbraccio. Ele.

  3. Carissima Piera, il tuo post arriva a proposito visto il momento di confusione che viviamo. Quale società può mai definirsi civile se non è capace di accoglienza e pacifica convivenza e comunione con l’altro? E l’altro può essere chiunque, lo straniero, l’ammalato, l’anziano, il recluso, il drogato, l’etero, il gay e tutto quanto, secondo una visione falsata della cosiddetta normalità, risulta diverso. Sono d’accordo con Glò quando dice giustamente che forme di razzismo esistono,in forma subdola o palese, anche tra individui della stessa razza o colore. Nord e Sud insegnano. Sono altresì d’accordo anche con Ele quando parla di un razzismo, mi si passi il termine, più o meno legalizzato. Una società che ha paura è la peggiore società che ci possa essere, ma la paura non è sempre motivata, quanti di noi, bel popolo italico, possono scagliare la prima pietra? il fatto è, secondo il mio parere, che, quando ci sono problemi gravissimi e di difficile soluzione, perchè non c’è volontà in tal senso, dall’alto vengono esacerbati e messi in primo piano aspetti e fatti su cui scagliarsi, un capro espiatorio insomma cui dare addosso per obliare, il tempo che serve, i nostri molti peccati. Potrei continuare all’infinito, portandoti esempi di onestà e rettidudine di persone che subiscono l’onta del razzismo, ma siamo tra persone civili e queste cose le sappiamo un po’ tutti,altrimenti non saremmo qui a scrivere dell’argomento.

    Ti abbraccio Piera, assieme a Glò ed Ele.
    jolanda

  4. Grazie, Glò, per l’analisi precisa che hai fatto su certi nostri comportamenti. Purtroppo è vero che spesso, in un paese che dovrebbe essere di tutti, la discriminazione è dietro l’angolo, non c’è un’ Italia, c’è un nord e un sud, il bianco e il nero, e via di seguito.
    Quando impareremo a vivere, rispettandoci reciprocamente, sullo stesso suolo e sotto lo stesso cielo?
    Un abbraccio. Piera

  5. Carissima Ele, sono convinta anch’io che certi comportamenti non sempre responsabili abbiano avuto come conseguenza reazioni a catena
    di tipo razzista che, se fino ad oggi sono rimaste latenti e in qualche modo tenute sotto controllo, sono poi venute alla luce con la violenza che stiamo conoscendo.
    Il nostro Paese non sembrava conoscere il razzismo, se non in qualche forma sporadica, ora questo problema va espandendosi a macchia d’olio.
    Di chi la colpa? Che cosa ha provocato queste reazioni a catena?
    Sono molto preoccupata per il futuro di questo nostro ex bel paese.
    Il mio abbraccio. Piera

  6. Cara Jole, avverto in te, come in Eleonora e in Glò, una grande preoccupazione, che è anche mia.
    Anche tu citi il difficile rapporto tra nord e sud per la sua complessità, ma questo esempio spiega molto bene l’approccio tra persone cosiddette diverse, approccio che, come vediamo spesso, diventa conflitto, incapacità di capirsi, fino ad arrivare al razzismo vero e proprio.
    Concordo con te quando dici che la nostra è una società in preda alla paura, ma questo sentimento negativo va combattuto con equilibrio così come i comportamenti razzist, opponendoci con qualsiasi mezzo civile, democratico e assolutamente non violento
    Un abbraccio. Piera

  7. Tante cose, qui sotto[..] Non tutte le voci dicono: w Saviano! Al di là dell’attendibilità della notizia dell’attentato natalizio, poi smentita (ma a cosa bisogna credere: alla smentita o alla prima dichiarazione?) non tutti sono d’accordo ne [..]

  8. Ciao, Milvia, ammiro la tua costanza nel cercare in rete tutto ciò che vale la pena di conoscere.
    Ti leggo sempre e apprezzo molto ciò che scrivi. Ti saluto e ti ringrazio. Piera

  9. Ciao, Cinzia, speriamo davvero che questo lungo periodo di buio passi presto perchè è veramente preoccupante ciò che sta succedendo intorno a noi. Non è degno di un paese che vogliamo ancora credere civile.
    Ti ringrazio per la visita e ti saluto cordialmente.Piera

  10. Tu, Giulia, fai egregiamente la tua parte sul tuo blog per questo nostro povero Paese. Il fatto è che chi veramente potrebbe cambiarne le sorti, si guarda bene dal farlo, anzi impedisce che altri possano farlo.
    Un caro saluto. Piera

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