Il nuraghe
 
I
 
La neve cade in silenzio
sui campi,
lo steccato si copre di bianco,
un cardellino posa su una trave
le sue zampe lievi.
 
Poco distante
il millenario nuraghe domina l’altopiano,
il vento è freddo
e strapazza impietoso
le ombre rare dei passanti
che percorrono il sentiero.
 

Piera M. ChessaUn ordinato groviglioIl Filo 2008

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4 thoughts on “

  1. Carissima Piera, ti dico solo che se sapessi dipingere, metterei su tela questi tuoi versi.

    abbracci innevati
    jolanda

  2. Carissima, in questa tua lirica, bellissima, mi ha colpito l’assenza di rumore, il silenzio che sovrasta ogni cosa. Le cose, gli esseri animati si muovono con levità, come le tue parole…Ma il nuraghe è lì, domina ciò che lo circonda. Lo assimilo alla memoria, capace di dare voce ai nostri pensieri. Un abbraccio. Ele.

  3. Grazie, Jole, per il bel commento, come sempre gradito. Graditi anche gli abbracci innevati.
    Già diversi giorni fa, ho avuto modo di apprezzare di nuovo, da F. Marotta, le tue belle poesie che, grazie a te, possiedo, ma non ho lasciato un commento essendo la raccolta collettiva.
    Un grande abbraccio “infreddolito”.
    Piera

  4. Che bei commenti mi regalate, amiche care! Commenti poetici, come si addice a poeti e narratori, perchè la tua, Eleonora, è una prosa poetica, lieve e delicata, frasi e periodi strutturati con equilibrio e, racchiusi nella forma, contenuti straordinari.
    A te un abbraccio umido e piovoso.
    A presto. Piera

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