La tregua


Mi hanno detto

che c’è tregua, da giorni, nella striscia di Gaza,

eppure nessuno si è accorto

che la vita ha ripreso il suo corso.


Non han visto monelli giocare per strada

né udito schiamazzi o risate,

non han visto giocattoli sulle porte di casa

o bambini rincorrersi, saltare, lottare.

Dove sono le voci, i saluti, le zuffe,

magari un pallone inseguito o lanciato?


Non cammina nessuno nelle vie silenziose,

solo polvere e sassi frantumati da giorni,

nelle case, lamenti e pianti smorzati

per un bimbo ferito o rubato alla vita,

per un padre o un fratello partiti

e poi non tornati.


C’è rabbia e dolore nelle case ora vuote,

eppure mi è sembrato di udire

che da giorni la tregua resiste

nelle strade violate di Gaza.

 

P. M. C.

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8 thoughts on “

  1. Io spero, Savina, che questo conflitto abbia invece una fine vicina. Voglio crederci, anzi, non voglio mai smettere di credere, nonostante tutto, che i sogni, anche quelli più improbabili, possano realizzarsi.
    Ti abbraccio. Piera

  2. Non esiste vera tregua in questi posti della Terra… ed è davvero qualcosa che mi sgomenta. Com’è possibile che chi ha sofferto tanto la violenza degli altri non capisca, non riesca a trovare altri mezzi… Giulia

  3. Ciao, Antonio. Oggi è “il giorno della memoria” e nessuno di noi, credo, dimentica che cosa sia stato lo sterminio nazista nei confronti degli ebrei (e non solo), un’atrocità che non finirà mai di far accapponare la pelle a chiunque sia dotato di sensibilità e capacità di condivisione, ma, detto questo, e proprio per la sofferenza conosciuta così a lungo in prima persona, non riesco a spiegarmi nè le motivazioni nè il comportamento di Israele nei confronti dei Palestinesi che vivono (e come vivono!) nella Striscia di Gaza. Certo non difendo gli attacchi terroristici da parte di Hamas, e poi sarebbe un discorso troppo lungo, ma un attacco non nasce dal niente se non c’è qualcosa che lo genera, piuttosto mi chiedo perchè debbano essere sempre gli incolpevoli a subire e a morire.
    Grazie per il commento.
    Un caro saluto e a presto . Piera

  4. Carissima Giulia, hai detto bene e condivido le tue perplessità. Anch’io credo che chi tanto ha sofferto è, generalmente, più capace di apertura verso gli altri. Per questo, tu, io e chissà quanti altri proviamo sgomento davanti alle reazioni di Israele.
    Ti abbraccio. Piera

  5. sai, Piera, a me pare che le cose siano guidate dalla mancanza totale di umanità, quella che dovrebbe soccorrere in assenza di civiltà, ancora lungi da noi millenni. e questo senso umanitario tanto vantato dagli uomini rispetto alle bestie, non è che una vanagloria, una mascherata che nasconde la vera natura umana, che è istinto predatore.
    Neanche le religioni improntate alla pietas, riescono ad arginarlo.

  6. Cara Cristina, ahimè, devo darti ragione, anche se non voglio rassegnarmi ad un’umanità senza “umanità”. E’ vero, i nostri istinti sono ben più forti della nostra capacità di raziocinio,, soprattutto in periodi di profonda decadenza, come questo che stiamo vivendo, tuttavia non voglio smettere di credere anche alla grandezza di cui l’uomo è capace, alla dignità e al valore di certe “menti”, alle quali forse bisogna guardare per non lasciarsi vincere dalla rassegnazione.
    Un grande abbraccio e a presto. Piera

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