In terra d’Africa



Due visi accostati:

una madre e un bambino.


Sono uguali gli occhi neri

che guardano lontano senza vedere,

vicini tra loro,

come le labbra riarse e gli zigomi marcati.


Due età diverse, entrambe provate,

senza progetti verso un futuro

di cui non sanno niente.


Due vite proiettate soltanto

in un difficile presente.


P.M.C.

8 thoughts on “

  1. Ciao cara Piera. Una poesia molto bella e commovente. Tristemente vera. Guadare al futuro sapendo di non avere un futuro, vivere un presente senza presente, senza poter neppur confortarsi di un passato e di questo, né la madre né il bambino ne sono colpevoli, ma l’indifferenza di chi non sa guardare dentro quegli scuri e interrogativi occhi.
    Veramente intensa.
    🙂
    Un caro saluto e un buon fine settimana Gaetano

  2. “Occhi scuri e interrogativi”. Hai ragione, Gaetano. Il fatto è che non credo si pongano più delle domande, subentra una tale rassegnazione che alla fine molti si lasciano semplicemente vivere. Ma è vita degna di questo nome?
    E noi continuiamo a sentirci incolpevoli, senza pensare che siamo comunque tutti coinvolti in questa continua ingiustizia.
    Grazie, come sempre. Piera

  3. Carissima, che gioia ritrovare una delle tue poesie più belle! Trovo che la tematica sia purtroppo di triste attualità. La sofferenza e il senso d’impotenza che provo sono immensi…eppure se i Grandi della terra lo volessero davvero qualcosa si potrebbe fare! L’immagine degli occhi che guardano lontano senza vedere è un atto d’accusa per tutti.
    Grazie. Ele.

  4. Grazie,Eleonora, per questo commento. Il fatto è che quelli che dovrebbero essere i “Grandi”, quelli che concretamente potrebbero fare e avrebbero il dovere di fare, sono in realtà talmente “piccoli” che è una pura illusione guardare a loro come a dei possibili intermediari, per poter veramente cambiare la vita di interi popoli che vivono di niente.
    E noi, che “grandi” non siamo, che cosa possiamo fare se non sentirci impotenti?
    Ti abbraccio. Piera

  5. Carissima Piera, questi versi si commentano da soli.
    Ma io mi chiedo: assieme a questi fantomatici GRANDI del mondo intero, non c’è anche la CHIESA?

    La lezione di S. Francesco, a quanto pare, vale solo a parole…

    ti abbraccio carissima
    jolanda

  6. Concordo con Jolanda, la Chiesa, più di altri e con altri, dovrebbe esprimersi e non solo elemosinare o scordare san Francesco. Mi pare abbia la bocca bella grande su tante faccende sulle quali, probabilmente, farebbe meglio a tacere. Ci si arrabbia, mi arrabbio, su tutto, ormai. E ci passano tutti :o).
    Mi indispone soprattutto il mio desiderio di fregarmene: la peggiore delle sconfitte.
    Grazie, Piera. E scusami.

  7. Cara Jole, la Chiesa…
    Forse ricordi anche tu quella bella canzone di Guccini, non ricordo il titolo, in cui ad un certo punto si diceva, per giustificare ironicamente la totale mancanza di impegno, “i politici han ben altro a cui pensare!”.
    Credo che questa frase si presti molto bene ad un lieve cambiamento. E se dicessimo:” La Chiesa ha ben altro a cui pensare!”.
    Io ho grande rispetto per quei sacerdoti e per le tante persone ( sono convinta che non siano pochi) che trovano il tempo, la voglia e l’impegno per dedicare una parte di sè agli altri, ma il non vedere in prima linea proprio coloro che dovrebbero essere dei modelli, in questo senso, mi sconcerta e mi delude. Ma questo è un discorso molto lungo.
    Ti abbraccio forte. Piera

  8. Cara Savina, hai ragione ad arrabbiarti, come si può non farlo! Da quale parte dobbiamo voltarci per recuperare un briciolo di speranza? Da dove possiamo ricominciare?
    Istintivamente guardiamo con simpatia e attesa verso l’America, ci aspettiamo molto da B. Obama, e nello stesso tempo, quasi nascondendolo anche a noi stessi, abbiamo paura di essere per l’ennesima volta delusi. A parte il fatto che, purtroppo, i nostri problemi interni non può risolverceli nessuno, sono nostri e basta, ma di riflesso, considerando che questa gravissima crisi è globale e ci investe tutti, forse ci aspettiamo dei cambiamenti in casa anche col contributo esterno.
    Ma, ahimè, la dignità, la coerenza, se non la recuperiamo da soli, non è in vendita da nessuna parte.
    Un abbraccio. Piera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...