Madri

Il mio pensiero, oggi, al di là di ogni retorica, di ogni termine abusato, va alle madri di ogni età e di ogni paese, e in particolare a quelle più “bastonate” dalla vita e da quella che chiamiamo “società civile”.


Da dove son venuto?



Dice il bimbo alla mamma:

– Da dove son venuto?

Dov’è che m’hai trovato?

La mamma ascolta trepida, sorride,

stringe al seno il bambino e poi dice:

Tu eri un desiderio nel mio cuore.

Tu sei tutto il mio amore…

Tu dal mondo dei sogni sei venuto

in un’onda di gioia,

nuovo splendore della vita mia.

Sei diventato il tesoro di mamma

e dolcemente, infine,

ridendo sei venuto in questo mondo.

R. Tagore

  • rid. Da Il flauto sconosciuto, CEM


***



Tutto questo



Eri lì, seduta davanti a me.

Avanti negli anni, piccola piccola,

estremamente fragile.

Le braccia magre, grinzose

poggiate debolmente sui braccioli,

la nuca candida

reclinata indietro sui cuscini.


Parlavi poco,

guardavi tutto attentamente,

intorno.

Percepivi ogni cosa:

un movimento, un rumore,

un brusio, un passo,

anche il respiro di ognuno di noi.


Tutto questo e tanto altro ancora

eri tu, mamma.


P.M.C.

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6 thoughts on “

  1. Bella la poesia di Tagore. Toccante quella che hai dedicato alla tua mamma. Grazie per aver condiviso con noi quanto di più caro è al tuo cuore. Un abbraccio. Ele

  2. “Per le madri presenti, per quelle assenti…”.
    Sì, anche per quelle assenti, nel senso più ampio del termine. E forse ce ne sono davvero tante, per necessità o per la scarsa consapevolezza del proprio ruolo.
    Ti ringrazio, Jole, e ti abbraccio.Piera

  3. Grazie, Ele. Si cresce, si diventa adulti e poi…quasi vecchietti, ma il legame che ci unisce alle nostre madri è sempre robustissimo. Talvolta mi capita di non ricordare perfettamente i lineamenti di mia madre, soprattutto in riferimento agli ultimi anni, ma ho davanti agli occhi costantemente il suo sguardo, il modo in cui rideva, certi atteggiamenti, la sua carnagione e i suoi capelli, eppure certi particolari del volto incominciano a sfuggirmi.
    E mi dispiace molto perchè in quegli anni duri, io che amo la fotografia, non ho voluto fermare nessun dettaglio.

    Ma guarda un po’ a che tipo di confidenze (pubbliche) sei riuscita a portarmi! Ti abbraccio. Piera

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