I nonni

Non so per quale motivo inconscio stamattina mi sono ritrovata a pensare a lungo ai miei nonni. Ai due che ho conosciuto, quelli materni, di quelli paterni ho sentito parlare tanto, ho visto le loro fotografie ma non li ho mai conosciuti.
I genitori di mia madre erano teneri con noi nipoti, molto indulgenti e pazienti, mentre so che sono stati severi ed esigenti come genitori.
Ma nel passato, si sa, i tempi erano piuttosto duri, non c’era molto tempo per le affettuosità, sebbene l’affetto lo si percepisse ugualmente attraverso brevi gesti o scarne parole.
Con i nipoti le cose cambiavano completamente. 
 La cosa che mi sconcertava maggiormente erano le tasche dei pantaloni di mio nonno sempre colme di caramelle, dolci che distribuiva non soltanto a noi nipoti ma a tutti i bambini che gli stavano intorno continuamente, ben sapendo che, generosissimo, ne avrebbe avuto per tutti.
Ricordo il suo sorriso soddisfatto nel vedere la nostra gioia e la confusione.
Mia nonna, poi, aveva sempre la marmellata a nostra disposizione, e del pane che, nei miei ricordi, aveva un aspetto e un gusto che non ritrovo più.
Mio nonno era un appassionato e straordinario giocatore di "mariglia", un gioco con le carte piuttosto impegnativo, legato sì anche alla fortuna, ma soprattutto al ragionamento e alla memoria.
Difficile batterlo, e quando, raramente, capitava, si arrabbiava moltissimo, forse più con se stesso che con gli altri. Un carattere davvero forte.
Anche mia nonna era forte e determinata, ma ugualmente capace di affetto e generosità. 

Dal momento che il mio pensiero, oggi, ha corso così tanto da raggiungerli, a loro un piccolo omaggio, alcuni ricordi dei tanti che custodisco.

****

Una casa amata
affiora dal passato
con i suoi alti gradini di granito,
quegli stessi che un giorno
ferirono il mio viso
per un gesto imprudente
ed un passo sbagliato.

I nonni aspettavano pazienti
i miei arrivi
con le coccole pronte e la marmellata.
Io giocavo, affacciata sulla via
dove una loquace fontana cantava.

Ieri, numerosi i momenti felici,
oggi, ricordi antichi ma chiari
dei miei sette anni lontani.

Piera M. Chessa

[immagine tratta http://www.mobbing-sisu.com/poesie/nonni.htm]

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12 thoughts on “

  1. Sono sempre i nonni a darci le dolcezze dovute all’infanzia. Perché più liberi da responsabilità, perché più attenti a farsi ricordare, sul finale. Grazie, Piera.

  2. Andare dai nonni, per me lontani: una festa a lungo attesa e pregustata…quanti ricordi!
    Poesia dolce e commovente che scivola, agile e snella, sulla linea del tempo che ci appartiene.
    Grazie Piera. abbraccio. ele

  3. Grazie a te, Annarita, per le visite sempre gradite.
    Approfitto per dirti che son venuta a trovarti, bellissime, tra l’altro, le tue fotografie.
    Un caro saluto. Piera

  4. Carissima Eleonora, che piacere ogni volta che ti leggo!
    Molte di noi, che appartengono alla stessa generazione, alcune sono più giovani, hanno, da ciò che vedo, molti ricordi in comune, quasi sempre piacevoli, probabilmente resi più teneri dagli anni trascorsi.
    Ma al di là dell’ inevitabile nostalgia che fa capolino, sono convinta che parecchie abbiano avuto veramente un’infanzia serena, è da lì che scaturiscono i bei ricordi.
    Un caro saluto. Piera

  5. Piera carissima,
    è bello questo tuo ricordo dei nonni.
    I nonni sono meravigliosi e fortunati sono quei nipoti che ancora li possono vivere.
    oggi non riesco a dirti altro se non darti il mio grande abbraccio
    jolanda

  6. Mi hai fatto piangere, Piera.
    Di commozione, di ricordi, di poesia che la mia nonna (mamma, in realtà) ha saputo sorreggere nonostante le intemperie che la vita le ha dato.

    Vivo, forse, di vita sua che regalava alle mie curiosità, di guerra, di sacrificio, di crescita continua, anche per la perdita dei suoi 2 figli…. e non smetterò MAI, finchè vivo, a ricordarla con amore impareggiabile, unico e…. eterno.

    Un abbraccio, cara Piera.

    Glò

  7. Jole cara, io ricambio il tuo abbraccio e capisco ciò che intendi dire.
    Per quanto riguarda i nonni, danno tanto ai nipoti, ma si sa, tutto sembra dovuto, la consapevolezza del valore dei loro gesti e delle loro parole la si ha da adulti, spesso quando non ci sono più.
    Un carissimo saluto.
    Piera

  8. Ciao, Glò. La nonna, da quel che ho capito, è stata per te la mamma, per questo capisco il tuo attaccamento, l’affetto che vi ha unite.
    Io ho presente molto bene la signora, il suo sguardo sereno, e mi è dispiaciuto molto che ti sia mancata.
    Penso, tuttavia, che ci sia di aiuto e di consolazione il bagaglio di affetto, di consigli, di esperienze che i nostri cari ci lasciano in dono. Per questo non dobbiamo mai sentire la loro partenza come un abbandono.
    Ti mando un saluto carissimo.
    Piera

  9. Vagabondando sono capitata, su questi versi. Sono molto sensibile agli affetti famigliari, anche tu come si evince dalla tua bella poesia.
    Viaggio spesso anch’io indietro negli anni, mi è necessario per affrontare il futuro…
    Ciao Piera, un abbraccio
    frantzisca

  10. Il tuo nome mi riporta alla bellissima canzone di Fabrizio De Andrè, che ha “Frantzisca” come titolo. La ricordi?
    E’ vero, anch’io sono molto legata agli affetti familiari, che in fondo sono dei porti sicuri per ciascuno di noi.
    Un caro saluto. Piera

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