L’ospedale microcitemico di Cagliari


Ieri  sera, un amico sensibile mi ha portato a conoscenza di una situazione piuttosto seria e che non merita nessuna giustificazione.
Non riassumo il fatto ma riporto per intero il documento così come mi è pervenuto perché non voglio levare niente all’indignazione e al dolore di chi lo ha scritto.
In questi giorni incontro spesso il dolore degli altri, mi riferisco, tra l’altro, alla storia di Daniele Diamanti, ma in quel caso, quanta comprensione da parte di tanti, oggi invece mi rammarica molto vedere che chi opera negli ospedali, chi dovrebbe aver coltivato una particolare sensibilità verso i malati, spesso dimentica che sono proprio loro ad "avere la priorità" su qualsiasi "controversia".
Per capire bene di che si tratta, ecco il testo.

APPELLO PRO OSPEDALE MICROCITEMICO DI CAGLIARI

 Chi segue la mia letteratura sa che ‘Acta est Fabula’ è nato tra le corsie di diversi ospedali oncologici d’Italia, causa una forma tumorale rara e maligna scoperta in uno dei miei figli, allora appena tredicenne.
Le speranze di sopravvivenza, al momento della diagnosi del tumore, ci venivano prospettate come quasi pari allo zero.
Con immensa disperazione e l’impotenza nel cuore, senza una lira in tasca e grazie al contributo economico di veri amici; cominciammo la nostra via crucis tra ASL, psicologi, reparti di oncologia pediatrica dello stivale.
Di quel periodo ricordo confusione, pareti verdi e sterili, sale operatorie, viaggi, dolore, orrore, perdite.
Eppure, con immenso affetto e gratitudine, ricordo pure e soprattutto medici e infermieri coraggiosi, con la voglia di lottare spesso incosciente, immune anche all’evidenza.
Se in quel momento della nostra vita siamo riusciti ad andare avanti nella nostra battaglia, è anche grazie a loro.
Se mia figlia è salva, ora, è anche grazie ai medici, agli infermieri dell’ Ospedale Microcitemico di Cagliari.
Chiedo a Voi di aderire alla crociata dell’ASGOP Onlus: Difendiamo il Microcitemico. Facciamo girare l’appello che segue, Grazie.
 
Giovanna Mulas  – http://www.giovannamulas.it
Lanusei, 23 novembre 2009
 
 
 
Dalla cara amica Maria Agnese Cannas, Presidente dell’ASGOP  Onlus (Associazione sarda genitori oncoematologia pediatrica /www.asgop-onlus.it ) ricevo la lettera che segue sulla delicata situazione del Microcitemico a seguito della delibera regionale sull’accorpamento all’Azienda Ospedaliera Brotzu.
‘(…) La pagina 17 dell’Unione Sarda di giovedì 12 è stata dedicata alla “fusione tra Brotzu e Microcitemico” con affermazioni discutibili  indirizzate al Microcitemico da parte del responsabile del Brotzu,  tipo “gli infermieri del Microcitemico che verranno da noi dovranno lavorare con i nostri carichi di lavoro, cioè di più “
e, ancora:  “….via i settori che si occupano di ricerca…”.
 
Voglio esprimere l’indignazione di tutti quei genitori i cui figli sono stati, o sono, in cura presso l’Oncoematologia Pediatrica del Microcitemico.
Testimoniamo sull’abnegazione, la professionalità e l’amore dei nostri infermieri  verso i piccoli pazienti, e questo nonostante i normali e gravi carichi di lavoro, i turni massacranti, le ferie slittate, i locali inadeguati, etc.:  loro; veri “angeli” per i nostri nostri figli .
Chi ha parlato in maniera così offensiva e gratuita chiaramente non ha mai visitato il nostro servizio.
L’articolo riporta ulteriori, sconcertanti notizie legate  al futuro assetto del Micro; preoccupanti per il semplice fatto che nessuna Associazione afferente al Micro è stata mai contattata o informata sul tema in oggetto.
L’essere all’oscuro su ciò che sta accadendo al nostro (e sottolineo nostro!) Ospedale Microcitemico, quindi sulle spalle dei nostri bambini; ci angoscia e ci allarma.
Il Micro durante gli ultimi decenni è diventata una Casa  non solo per i talassemici ma anche per tanti altri bambini affetti da patologie rare e gravi, tipo le oncoematologiche. Tornano a “Casa”  ancora oggi e a distanza anche di 15, 20 anni dalla loro malattia; sanno che saranno accolti, e che sempre e comunque ci sara’ una risposta alle loro domande.
 
Noi genitori testimoniamo su quanto il Micro si prenda cura del bambino e della famiglia a trecentosessanta gradi: della terapia, dei problemi scolastici e lavorativi, del rapporto con il territorio. Il tutto in modo da sollevare le stesse famiglie da qualunque problema, per permettere loro di convogliare tutti i loro sforzi nella lotta contro la malattia.
Il Micro ha ridato a questi bambini e alle loro famiglie dignità, la coscienza dei loro diritti nell’ottenere la giusta assistenza. 
 
Indignazione e vergogna per chi opera delle scelte  senza conoscere la realtà di quest’ ospedale. 
Non si e’ sentito neppure il bisogno di ascoltare coloro che vi ‘abitano’ e lo vivono quotidianamente: si e’ arrivati a non ricevere le Associazioni.
 
Chiediamo che ci si prenda carico della storia di questo ospedale affinchè non venga calpestata, e con essa venga tutelata la dignità di migliaia di pazienti e dei loro familiari:  lo chiediamo per tutti i bambini,  per tutti gli adolescenti, per tutti gli adulti che ogni giorno afferiscono ai nostri Servizi nella speranza della vita.
La promessa più grande.
 
W LA RICERCA   – Giù LE MANI DAI NOSTRI SPAZI-      AIUTO !   –  DIFENDIAMO IL MICROCITEMICO  – 
 
Maria Agnese Cannas
Presidente ASGOP-Onlus
(Associazione Sarda Genitori Oncoematologia Pediatrica)
tel. 070882935
Cell. 3488637467
 
 

  

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10 thoughts on “

  1. Almeno avessimo potere di fare qualcosa, oltre a gridare la nostra indignazione. Questo è uno dei tantissimi casi che ci fa stare male, ma cosa aspettarsi quando in alto decidono che se hanno bisogno di soldi li tolgono alla scuola e alla sanità? Due settori vitali per i nostri figli, parlo dei figli del popolo ché i loro sanno dove andare al bisogno…coi nostri soldi.
    Questo è uno dei casi  che stanno cambiando in Sardegna, ma sai di quanti non si sa nulla? A livello dei media tutto tace…e giornalmente si compiono gli scempi.
    Molto addolorata, abbraccio tutti quelli che si impegnano quotidianamente con i sofferenti e chi lotta per far sì che certe cosa non accadano.
    frantzisca

  2.  Conosco molto bene questa struttura, che ho dovuto frequentare per alcuni mesi. Ricordo d’aver trovato il miglior ambiente ospedaliero che una donna possa desiderare. Quasi giocoso. Farlo scomparire sarà una perdita enorme, per la Sanità dell’Isola.

  3.  E tu senz’altro sai bene, Francesca, quanto in Sardegna sia sentito il problema della microcitemia, quanto sia diffuso.
    Hai ragione, si taglia sulla sanità e sulla scuola, proprio dove si dovrebbe investire, ma questa, si sa, è una telenovela senza fine…
    Speriamo che i due ospedali cagliaritani, entrambi così importanti nelle loro diversità, non vengano accorpati e che il Microcitemico possa continuare in forma autonoma a prendersi cura dei malati, come egregiamente ha fatto finora.
    Grazie. A presto. Piera

  4.  Ecco che la tua esperienza conferma e si aggiunge a ciò che è stato detto nell’Appello.
     E’ consolante sapere che una struttura ospedaliera  "funzioni" così bene, perché non di tutte si può dire la stessa cosa; devono mettersi d’impegno "le autorità"  per annullare ciò che è "eccellente"?
    Un caro saluto. Piera

  5. E’ davvero molto brutto quello che sta capitando. Indignarsi va bene. Ma quando riusciremo a fare qualcosa?
    A volte mi sembra un pozzo senza fine.
    Un abbraccio forte cara amica

  6. Carissima, sono vicina ed esprimo tutta la mia solidarietà a coloro che difendono, giustamente, una struttura ospedaliera che funziona!
    Un abbraccio. ele

  7. Giulia cara, purtroppo noi possiamo fare qualcosa solo usando la parola, parlandone, appunto, divulgando queste notizie, facendo circolare un messaggio. Altro non possiamo. In questo modo l’appello è giunto a me e a tanti altri. So comunque che, in seguito alle tante proteste, se n’è parlato sul tg regionale con l’intenzione di chiarire alcuni punti della vicenda. Altro non so. Speriamo bene.
    Ti abbraccio. Piera

  8. Cara Eleonora, come dicevo prima,  noi non possiamo fare molto, solo usare gli strumenti che abbiamo a disposizione: il pensiero e la parola.
    Giovanna Mulas, scrittrice e mamma "ferita", ha incominciato  a far circolare quest’appello, ha mandato mail ad amici e conoscenti affiancata in questo impegno da Maria Agnese Cannas, Presidente dell’ASGOP, chiedendo appunto di dare alla  vicenda la maggior visibilità possibile perché, come dici tu, una buona  struttura va sostenuta e potenziata.
    Ti abbraccio. Piera

  9. Certe cose mi fanno vergognare di appartenere alla razza umana. Non trovano di meglio che togliere i fondi alla scuola e alla sanità, soprattutto gli dà fastidio la ricerca. Il mio è l’urlo della formica, ma non posso fare a meno di lanciarlo.

  10. "L’urlo della formica", dici, io invece dico che è l’urlo di chi non è d’accordo, per questo è forte come un ruggito, l’indignazione ha sempre un timbro molto forte, anche quando si parla sottovoce. 
    Grazie per la tua condivisione, Mimma. Buona giornata.
    Piera

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