Un giorno ( e non solo) da condividere

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10 thoughts on “Un giorno ( e non solo) da condividere

  1.  Credo che il 1° marzo sarà una giornata importante, non sarà un evento straordinario ma il primo passo verso un cambiamento spero di sì. 
    Che piaccia o no, la nostra società sarà sempre più multietnica, ed è giusto che sia così.
    Un caro saluto. Piera

  2. Io sono molto legata alla terra nella quale sono nata e dove vivo felice nel mio angoletto imperfetto, ma saporito. Posso quindi capire cosa sia per loro lasciare la patria scommettendo sulla buona sorte e sperando di trovare accoglienza, lavoro e un posto dignitoso dove vivere in pace. Non mi riesce di fare differenze tra chi ha il permesso di soggiorno e chi no, per me sono ugualmente persone ai cui problemi partecipo dal profondo del cuore, chiedo soltanto onestà e sincerità, che mi sembrano il minimo per potersi inserire armoniosamente in un paese straniero.

  3. Sono assolutamente d’accordo, Mimma. Noi stessi, in un passato molto vicino, abbiamo sofferto tanto, perché l’accoglienza nei nostri confronti non è stata sempre buona, anzi…
    Sono altrettanto d’accordo sull’ultima parte del tuo commento: così come è giusto avere dei diritti è altrettanto giusto avere dei doveri, che vanno rispettati con onestà e impegno. Questi sono i presupposti per una civile convivenza.
    Un caro saluto. Piera 

  4. Tre famiglie vivono al piano di sotto al mio, conosco tutti i loro problemi e li vivo con loro, perchè abbiamo un bellissimo rapporto Mi dicono che loro non sciopereranno, ci sono altri che aspettano di prendere il loro posto e hanno paura, la loro vita è così precaria.
    Se veramente desiderassimo tutti la fratellanza certe cose non sarebbero mai accadute. Ma già nella genesi un certo Caino diede origine all’odio tra fratelli.
    Niente è cambiato a quanto sembra, tranne in poche persone, insufficienti a cambiare le cose.

    Grazie Piera

    frantzisca

  5. E’ una lotta tra persone povere, e anche in un giorno importante, come spero sia il 1° marzo, è difficile prendere una decisione che, come giustamente dici, potrebbe essere per loro motivo di ulteriore preoccupazione. Penso che molti  non aderiranno allo sciopero ed è comprensibile, spero però che lunedì, per la prima volta, possano vedere tante persone capaci di condivisione, al loro fianco.
    Molto bello, Francesca, ciò che dici dei tuoi conquilini.  Da dove vengono?
    Credo che se ognuno di noi si rapportasse con gli stranieri( ma in generale con tutti) nello stesso modo, quella brutta parola, anzi quella "parolaccia" che è "razzismo", non avrebbe più motivo di esistere.
    Grazie. Piera

  6.  Speriamo, Giulia, che davvero si tratti di un risveglio. Sarebbe bello e consolante, vorrebbe dire che dentro di noi ci sono anche semi capaci di dare frutti.
    Ciao, a presto. Piera

  7. Ciao Piera,
    ora ci sono Rumeni, ma nella mia zona ci sono molti tunisini, e indiani,
    lavorano nella Pianura Pontina. Qui ci sono serre di fiori, vigneti, uliveti, piantagioni di kiwi, e pomodori, meloni, cocomeri, e serre di verdure e fragole. C’è molta richiesta di manodopera, perchè diciamocelo francamente la terra gli Italiani non vogliono toccarla più e tantomeno stare curvi dieci-dodici ore al giorno. Mi fanno rabbia quelli che affermano che tolgono il lavoro a noi, non è vero. Anche nell’edilizia non esistono più muratori o manovali italiani, la vecchia guardia è andata in pensione, e le nuove generazioni non vogliono saperne di lavori usuranti e sopratutto sporcanti. Insomma loro sono disposti a qualsiasi lavoro umile gli capiti, e ti assicuro che qui ci sono laureati e anche medici che lavorano la campagna, non solo operai.
    Ciao Piera spero che i pregiudizi spariscano dalla faccia della terra…ma forse è solo un’utopia il solo pensarlo.

    Un abbraccio

    frantzisca

  8. Mi scuso per non aver potuto rispondere prima, Francesca. Sono giorni molto pieni, anche impegnativi, ma supportati dalla convinzione che si stia facendo qualcosa di buono.
    Domani, anche qui, sarà un giorno importante, sia al mattino che al pomeriggio, e poi di sera.
    Ti ringrazio molto per il commento così approfondito nel quale hai raccontato in sintesi la storia faticosa di tanti stranieri. Per quanto riguarda "l’utopia" spero perda la sua tradizionale connotazione di "impossibilità" e possa trasformarsi, sia pure gradualmente, in "realtà".
    Ciao. Piera 

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