Esistenza

(foto da web)
 

 

La vita è appesa a un filo sottile
invisibile
sospeso nel vuoto,
noi ci aggrappiamo ad esso
inconsapevoli
con le mani tese.
 
Abbiamo anni da colmare
esperienze da fare
amori da consumare
istanti da godere.
 
Poi, un giorno qualunque,
il filo si spezza senza preavviso
senza che niente sia predisposto
per la partenza.
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18 thoughts on “Esistenza

  1. …forse per questo è meglio vivere istante per istante, non sapendo maiquando…e preparare tutto come se fosse quello il momento della partenza…non lasciare niente in sospeso, riempire la valigia di coscienza pulita, lavare i peccati e accogliere l'amore…graziefrantzisca

  2. "Non lasciare niente in sospeso" e "riempire la valigia di coscienza pulita".Che bello se davvero riuscissimo a fare bene queste due cose!Questo testo è solo una riflessione, però ultimamente col passare degli anni mi fermo più spesso su questo argomento.Ciao Francesca, i tuoi commenti sono sempre molto profondi.Piera 

  3. E bisognerebbe fare sì che, quando è il filo dell'altro, a spezzarsi, non si abbiano rimorsi, per non avergli detto le parole che avevamo nel cuore: le parole (d'amore) non dette sono macigni.Bella poesia, Piera, come tu sai sempre scrivere.Un abbraccioMilvia

  4. "Abbiamo anni da colmare

    esperienze da fare

    amori da consumare
                                                istanti da godere"ed è così che si cresce e si diventa  completi…

  5. Cristina, scrissi questo testo alcuni anni fa in seguito a degli avvenimenti specifici che mi colpirono molto, però il pensiero che tutto sia molto provvisorio mi porta ogni tanto a queste riflessioni.In riferimento al tuo commento penso che qualsiasi momento vada vissuto pienamente e se possibile con serenità.Ciao, grazie.  Piera

  6. Milvia, è proprio come dici tu. Purtroppo a volte succede veramente di non riuscire a dire ciò che vorresti ad una persona che ti è cara, e soltanto dopo ti rendi conto di quanto bene le avresti fatto parlandole con maggiore spontaneità.Grazie cara. Un abbraccio. Piera

  7. "E' così che si cresce e si diventa completi…". Si prova perlomeno,  cercando di progredire umanamente e intellettualmente.Grazie Cristina, un carissimo saluto. Piera

  8. Condivido i commenti delle tue amiche. La misura della precarietà del nostro esistere si avverte appieno quando un evento doloroso ci colpisce e scalfisce le nostre certezze, non a caso diventiamo più sensibili con l'avanzare dell'età.Quel "filo che si spezza all'improvviso" è un'amara evidenza che val la pena di considerare per dare un senso al nostro quotidiano che spesso rincorre piccoli traguardi di scarso valore.Finchè possiamo godere della vita dovremmo adoperarci perchè ogni essere umano abbia una vita migliore.Immagino una goccia d'acqua che cade in un piccolo stagno…scompare, ma i cerchi che si allargano rendono testimonianza di un evento che ha comunque cambiato qualcosa.Chiedo scusa per essere stata prolissa. Ti abbraccio forte. ele  

  9. Eleonora, ho letto il tuo commento più volte e ogni volta ho trovato qualcosa di te, del tuo animo sensibile e profondo. Capisco bene ciò che intendi dire e condivido pienamente. Bella la tua metafora e l'immagine che racchiude.Un carissimo saluto, amica mia.  Piera

  10. Mia carissima Piera," la nostalgia per ciò che non è stato " è difficile da superare soprattutto quando ciò che non è stato detto o fatto si riferisce a persone che, pur rimanendo nel nostro cuore, tuttavia non ci sono più vicini.nulla, nessuna parola più da scambiare, nessun gesto tardivo da potere elargire. Dunque, che fare? la timidezza o il pudore che non ci fatto pronunciare una parola che urgeva o dare quell'abbraccio che sentivamo di dare, forse, adesso, possono darci una nuova consapevolezza per non incorrere più in tali privazioni dell'anima nella nostra vita di relazione con le persone che amiamo e, nello stesso tempo, darci e dare agli altri ( e qui spesso è una questione di empatia ) una possibilità in più per comunicare senza infingimenti.Ho imparato a dire " ti voglio bene " con semplicità  alle persone al di fuori della stretta cerchia familiare verso i 40 anni e sono felice di averlo fatto, felice di aver superato quella barriera che impediva ai miei sentimenti di venire alla luce e ciò che mi è ritornato è stato solo bene.Alcune di queste persone non ci sono più ma il bene non ha confini e adesso altre si sono allineate nella mia vita ed è bello potersi raccontare e dirsi un " ti voglio bene " che il vento raccoglie e porta a destinazione.Grazie per la tua riflessione, un forte abbraccio a te e tutte le amiche che hanno commentato i tuoi versi.jolandaP.S.Ele, ti preoccupavi di essere stata prolissa?…guarda un pò cosa ho combinato… 🙂

  11. Cara Jole, che commento straordinario mi hai regalato! Hai fatto un'analisi davvero dettagliata di ciò che vorremmo fare e che sarebbe opportuno fare, invece, per motivi diversi, ci chiudiamo nel nostro guscio temendo fraintendimenti e incomprensioni.In questo modo commettiamo dei grossi errori mentre sarebbe preferibile sbagliare piuttosto che perdere delle belle opportunità.Grazie carissima e sappi che…ho letto tra le righe.Un abbraccio. Piera

  12. Ti ringrazio molto, Franca. Hai ragione, bisogna proprio "succhiare" ogni momento di questa vita, prendere tutto ciò che ci dona.Ciao, un caro saluto. Piera

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