La poltrona
 
Ti apparteneva, Nina, la poltrona
sulla quale tuo figlio ora è seduto.
 
Leggevi rilassata i tuoi giornali, 
guardavi attenta i programmi alla tivù
e lavoravi a maglia e all'uncinetto, 
chiamavi i tuoi nipoti
e indicando un armadio poi dicevi:
"Tesoro, guarda, vai, ci son biscotti,
forse cioccolatini,
portane uno alla nonna,
prendine tanti per te".
 
E si scioglieva lento il dolce sulla lingua,
lo assaporavi tutto fino in fondo,
eri un poco golosa, proprio come i bambini
che tu amavi.
 
Ora tuo figlio siede,
convive con quell'ansia che lo tiene
con un groppo alla gola,
ma è grande il suo coraggio,
grande la volontà che gli hai lasciato.

Dalla raccolta inedita "Nel silenzio, le voci"

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17 thoughts on “

  1. Trovo bellissima questa poesia, che tocca il suo punto massimo proprio nella semplicità struggente. Vivida: l'anziana si presenta in un ritratto amoroso, mi somiglia. Anch'io, talora, dico a un nipote o alla nipotina: tu che sei alto (o alta), allunga il braccio, prendi l'orologio e cambia l'ora legale>. Già: non ho più la forza di salire sulla sedia, io.

  2. Grazie, Mimma, per questo tuo commento così spontaneo. La nonna di cui parlo però era molto più avanti negli anni rispetto a te, non dobbiamo mica sentirci vecchi prima di esserlo diventati!
    Ciao, un caro saluto. Piera

  3. Carissima, mi ha colpito l'apparente levità con la quale riesci a descrivere il percorso dei tuoi ricordi. La poltrona è una, forse sempre la stessa, accoglieva una nonna  impedita dagli acciacchi dell'età ma attiva e desiderosa di condividere con i nipotini un dolcetto che assapora con gusto…un'immagine bella, vera, appannata da una leggera vena di malinconia…Poi lo scenario cambia, c'è un figlio seduto cui la sorte ha riservato una vita diversa e la malinconia diventa tristezza, dal ricordo si passa ad una realtà dura che l'ultimo verso cerca comunque di addolcire.
    Grazie e complimenti. Ti abbraccio forte. ele

  4. Grazie, Eleonora, per l'attenzione e la cura con cui hai letto queste mie parole. E' incredibile come il passato e il presente si intreccino quasi a nostra insaputa, e come tanti particolari ritornino donandoci attimi di tenerezza, di affetto, anche di malinconica serenità. Ma poi il presente ti offre la sua faccia più dura, e tu vorresti fare e dare, e ti ritrovi davanti ad un profondo senso di inadeguatezza.
    Ciao, amica mia, a presto.
    Piera 

  5. E grande è la tua sesibilità nell'esprimere, in versi, due momenti così diversi della vita. La madre in là con gli anni, che pure, serena e operosa da quella poltrona ancora partecipa alla vita. Il figlio che con grande coraggio
    ne prende il posto…molto colpita per tutti i risvolti che evocano questi tuoi
    delicati versi.

    un caro abbraccio

    frantzisca

  6. Ciao Giulia, come sai, si tratta di un argomento impegnativo, per questo ho cercato di parlarne senza troppa "invadenza".
    Ti ringrazio molto per il commento e ricambio l'abbraccio.
    Piera

  7. Delicata questa bella poesia, eppure le immagini sono così vivide che sembra di stare lì, in un angolo della stanza, a osservare, con tenerezza, la scena.

    Spero proprio che da "inedita" questa tua nuova raccolta possa diventare, al più presto "edita".

    Un abbraccio, cara Piera.

    Milvia

  8. Grazie, Milvia, troppo buona.
    Riguardo ad una eventuale pubblicazione, mi piacerebbe ma è tutto così complicato!
    Naturalmente le case editrici a pagamento sono gentilissime, anche troppo!
    Ciao, cara, ti abbraccio. Piera

  9. Mi prenoto per la presentazione :o), e tu sai che, a parte quella volta in cui mi incastrarono in letture porno, scelgo di accompagnare solo chi mi va.
    Un bacio.

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