L’arrivo

(foto da web)

Arrivano i barconi tutti i giorni

appena il tempo è bello,

Umanità

stipata e annichilita di fatica

sgrana gli occhi sulla riva

accolta finalmente dalla terra.

Scende lenta avvolta in pochi teli

lo sguardo perso delle notti insonni,

usando i gesti, solo poche parole

si lascia frugare sottomessa

chiedendo un sorso d’acqua e da mangiare.

Stremata e timorosa

sorride un poco incerta

a chi le rivolge la parola

forse sperando ancora

in una vita di normalità.

                                                                         
 (Dalla raccolta inedita “(Ri)percorrendo universi”) 

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10 thoughts on “L’arrivo

  1. Ah! se l'Universo fosse percorso, tutto, ma tutto, da una piccola, piccola umanità, credo ormai bandita dalle nostre coscienze.
    Lo so, Piera, la tua poesia è dettata da umanità che noi crediamo di possedere ma nel dove questa deve erigersi a roccaforte, all'improvviso crolla, si frantuna in mille nazionalismi gretti e gravi rifiuti che sono insiti nell'animo dell'uomo moderno, l'attuale civiltà che ci porta indietro di secoli. L'uomo non ha più rispetto per sè stesso, neanche davanti al proprio specchio.
    Ciao
    Gavino

  2. E se pensiamo che tutto questo è voluto da pochi potenti per il loro tornaconto…niente è cambiato sotto il sole, l'uomo è sempre lo stesso.

    Un caro abbraccio

    frantzisca

  3. "L'uomo non ha più rispetto per se stesso, neanche davanti al proprio specchio". 
    Hai analizzato il punto centrale della questione, credo, perché, secondo me, è proprio lo scarso rispetto verso noi stessi e, conseguentemente, verso gli altri che porta poi a comportamenti inaccettabili.
    Grazie, Gavino. Buona giornata.
    Piera

  4. La strapotenza di pochi e la "normalità" di tanti.
    Niente si muove e "niente cambia sotto il sole" nel vedere tante persone  sofferenti che anelano ad un'esistenza semplicemente "normale". Se poi pensiamo che il loro vivere normalmente corrisponde al minimo per noi, credo che non pochi dovrebbero provare vergogna.
    Ma la vergogna è in qualche modo un sentimento positivo se scaturisce da una riflessione, allora mi chiedo quale "potente" sia capace di provare un minimo di imbarazzo dal momento che l'unica molla che lo spinge ad agire è proprio il vergognoso "tornaconto" personale.
    Grazie, Francesca. Un caro saluto.
    Piera

  5. "Meno di un pugno d'acqua."  Giusto per rimanere nell'elemento che maggiormente si adatta alla vita di tante persone il cui  concetto di felicità è ben lontano dal nostro.
    Grazie, Cristina. Buona giornata.
    Piera

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