Novembre e i suoi lutti

 

(Foto da web)

E’ un mese triste novembre, lo è sempre stato, ma quest’anno sembra voler evidenziare ancora di più questa sua caratteristica.
Lo fa con un clima piovoso che non dà tregua, a tal punto da portare la disperazione in terre che ogni anno guardano al periodo autunnale con profonda angoscia per lo straripamento di fiumi e torrenti, per le frane improvvise, per tutte le prevedibili e imprevedibili conseguenze.
La Lunigiana, le Cinque Terre, Genova, le ultime in ordine di tempo, morti e disastri, case abbandonate, oggetti e ricordi di una vita intera lasciati nel fango, negozi e servizi che non apriranno forse più.
Quelle riprese dalle finestre, quelle fotografie, auto come giocattoli nelle strade, uomini come bambole di pezza travolte dall’acqua. Bimbi al sicuro nelle scuole e poi avvolti nel fango.

Certo, la natura, ma fino a che punto? Una natura matrigna o una natura in rivolta contro l’insensibilità di noi uomini e la nostra cupidigia? Chi sono i veri colpevoli? Magari quelli che utilizzano le risorse senza rispetto e le consumano con arroganza?
Un discorso lungo e abusato, ma non si può far finta di niente e barare con se stessi.

***

Novembre, mese di lutti.
Ieri se n’è andato un caro amico conosciuto su fb, si chiamava Guido Melioli, aveva 58 anni ed era ammalato di sla, ma con una fortissima voglia di vivere nonostante tutto.

Aveva un cuore grandissimo, generoso e mite, un grande amore per la musica e in generale per il bello. Curava egregiamente la sua pagina su Facebook, postando video, canzoni, brani musicali e fotografie, ottimista e sorridente anche quando non stava bene, dimostrando un profondo rispetto verso gli altri, sempre.

Mancherà moltissimo ai numerosi amici che l’hanno conosciuto, che non riescono ad accettare questa partenza improvvisa, che continuano a scrivere sulla sua bacheca:” Ma è vero?”

Purtroppo è vero e tutti noi, sgomenti, dobbiamo accettarlo.

Concludo riportando una parte di quella che era la sua filosofia di vita, postata sul sito “Sla……pussa via!”, curato da lui e dalla cara amica Bonaria Meloni.
Ecco le sue parole:

LOTTARE, LOTTARE, LOTTARE

Questo sito nasce dall’esigenza di non lasciarsi travolgere dalla malattia. Dopo la diagnosi di SLA (Sclerosi laterale amiotrofica), molte cose sono cambiate nelle mia vita e in quella della mia famiglia. Tante cose che prima davo per scontate, sono diventate ora impossibili, tante piccole abitudini sono state dimenticate, tanti amici si sono improvvisamente dileguati ….ma questo non deve diventare un’alibi, intendo combattere la malattia non soltanto tramite le terapie farmacologiche, ma cercando anche di conservare, per quanto possibile, gli interessi coltivati negli anni precedenti. In questo sito si parlerà pertanto di SLA, ma anche di letteratura, musica, cinema, teatro, arte, ricerche linguistiche.

Buona lettura a tutti.”.

***

Di questo volevo parlare oggi, per il rispetto che provo verso la sofferenza, intesa nel senso più ampio del termine, verso quella fragilità che è presente in ciascuno di noi, che dovrebbe portarci ad una giusta riflessione e che invece spesso tendiamo a rimuovere, forse perché ci fa paura, o al contrario perché non riusciamo a fare a meno della nostra arroganza, convinti sempre di avere la meglio non solo sulla natura ma anche nei confronti della vita.

Continuiamo così ad essere eternamente degli illusi.

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9 thoughts on “Novembre e i suoi lutti

  1. Mi sono commossa e davvero non mi è difficile perché della mia famiglia siamo rimasti in pochi, ormai, così ogni pena altrui mi punge nel cuore e sveglia anche le mie pene insieme alla partecipazione viva. È tutto così difficile, ma dobbiamo trovare il coraggio del tuo amico e vivere fino all'ultimo respiro trovando il sorriso anche nel dolore e sperando contro ogni speranza.

  2. Hai ragione Piera, novembre è stato sempre un mese triste, anche quando la nostra vita era poco esposta ad eventi staordinari, riferiti alla natura, alla fine della guerra o altri eventi che ci han lasciato tracce e ferite indelebili, quali la dipartita dei nostri cari.

    Nella seconda parte hai toccato di nuovo le corde della mia emozione, citando parole di quell'amico di FB, affetto da SLA, che ha comprato il biglietto di sola andata verso l'Infinito.
    Mi è venuto subito in mente Angelo Carboni, quell'INGUARIBILE VAGABONDO, che mi hai fatto conoscere e di cui conserverò perenne ricordo e questo grazie a te.
    Ciao
    Gavino

  3. "Sperando contro ogni speranza". Bellissimo ciò che dici, in fondo è proprio questo che aiuta ad andare oltre, perché senza speranza credo che nulla sia possibile.
    Grazie, Mimma, sempre profondi i tuoi commenti.
    Un caro saluto.
    Piera 

  4. Il tuo commento, Gavino, mi ha fatto riflettere molto, sai che grazie a te ho pensato a quante caratteristiche in comune abbiano avuto Guido e Angelo,  entrambi forti e decisi a lottare, con moltissimi interessi, un amore intenso per  la natura e la letteratura. E chissà quanti altri aspetti simili nelle loro personalità!
    Peccato che non abbiano potuto conoscersi.
    Ti ringrazio per questo bel commento. A presto.
    Piera

  5. Ci dimentichiamo troppo spesso che le nostre vite devono finire, in un modo o nell'altro. Quando abbiamo tutto, quando siamo in salute, facciamo finta di non vedere, è così difficile immaginare il dolore. E poi un semplice mal di denti, un'influenza ci fa capire quanto siamo delicati, fragili.
    Vedere e conoscere persone che affrontano la malattia, che apprezzano quello che hanno, o gli è rimasto e se lo tengono stretto, è una lezione di vita che non dobbiamo avere paura di apprendere.
    Un post toccante e profondo, da leggere e rileggere.

  6. Ti ringrazio molto, Aconito, per questo commento così chiaro e profondo.
    Le persone come Guido sono speciali anche e soprattutto perché, nonostante la malattia così invalidante, cercano tutti i giorni  di "rubare" alla vita quello che possono.
    Ciao.
    Piera

  7. "Si arriva a un momento nella vita in cui tra la gente che si è conosciuta i morti sono più dei vivi. La mente si rifiuta di accettare altre fisionomie. Su ogni faccia nuova che incontra imprime i vecchi calchi.

    I """

  8. Splendida riflessione, Calvino è stato davvero un grande e non cesserà mai di esserlo. Bellissimo omaggio quello che domani gli farete tu e l'intera Compagnia.
    Ciao, Savina, a domani sera.
    Piera

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