Archivio | maggio 2012

Il nostro amico Delfio.

(foto da web)

Per Delfio D.

Conobbi Delfio alcuni anni fa e mi fu presentato da una persona cara. La prima cosa che mi colpì di lui fu lo sguardo chiaro, mi stupì per il colore ma anche per la trasparenza interiore che forse già intuivo in quel momento, gli occhi azzurri di un uomo dal cuore nobile e pulito.
Eravamo nella libreria Einaudi della nostra città ma per tutti noi quella fu poi semplicemente la libreria di Delfio, il nostro amico piemontese che aveva scelto la Sardegna come sua seconda casa.

Nativo delle valli cuneesi, credo, viveva qui da circa vent’anni, qui aveva tantissimi amici che andavano a trovarlo anche per fare una chiacchierata con lui, non soltanto per acquistare dei libri.
Dai libri era circondato sempre, per via degli scaffali colmi ma anche per l’amore che lui aveva per la pagina scritta. Delfio era un uomo molto colto, leggeva continuamente e sapeva scegliere, così come sapeva consigliare, se qualcuno gli chiedeva un parere. Diverse volte sono andata da lui per acquistare dei libri per me o da regalare.
– Ho bisogno di un consiglio – gli dicevo, e in breve gli parlavo della persona alla quale il libro era destinato.
Me ne proponeva alcuni ed io sceglievo, non ha mai sbagliato.
Nel settembre dello scorso anno, non lo vedevo da qualche tempo, l’ho incontrato in occasione di una Fiera del Libro. Ci siamo salutati e abbiamo chiacchierato un po’.
– Come stai ? – gli ho chiesto.
– Tutto bene – mi ha risposto.
No, mi è sembrato che non tutto andasse bene, era dimagrito parecchio, e sebbene la sua carnagione fosse molto chiara il pallore che ho notato in lui mi ha colpito.
Sono trascorsi dei mesi, si è sottoposto ad una faticosa terapia e l’ha portata avanti con coraggio reagendo bene alle cure. Ultimamente però la sua forza d’animo non è bastata più.
Giovedì sera, mentre ascoltavamo con emozione i bellissimi brani musicali proposti dal pianista australiano Peter Waters, una breve telefonata ci ha comunicato che Delfio era partito.
La musica che lui amava, uno dei suoi tanti interessi, ha voluto accompagnarlo anche quella notte.

Questa voce è stata pubblicata il 21/05/2012. 8 commenti

Sospesa

(foto da web)

Seduta al tavolo di un ristorante,

il cameriere versa gentile

due dita di vino

nell’alto calice sottile dicendo:

Lo sorseggi, signora, lentamente,

ne gusti l’aroma, ne osservi il colore.

 

Ringrazio per tanta attenzione.

 

Prendo il calice tra le dita

seguendo diligente il suo consiglio:

colore trasparente, profumo accattivante,

gusto penetrante.

 

Guardo dentro quel rosso

che riflette me stessa,

pensieri, sogni, incertezze,

e considerazioni.

 

Dimentico il tavolo al quale siedo,

come pure la compagnia,

rimango io dentro uno specchio rosso

proiettata nel passato, nel futuro.

 

D’improvviso arriva il cameriere

per presentare il conto,

mi riprendo, ritrovo il mio presente

con i dilemmi, le preoccupazioni,

il suo carico intenso di emozioni.

P.M.C.

Questa voce è stata pubblicata il 15/05/2012. 12 commenti

Maria Carmen Lama

(foto da web) 

Maria Carmen Lama è nata in Sicilia, in un’isola, proprio come me, e della sua isola conosce tutte le sfaccettature, ogni singolo aspetto.

In comune con Carmen ho anche l’anno di nascita, e per quanto non la conosca personalmente, ma solo tramite quello straordinario mezzo di comunicazione che è la rete, mi sembra di condividere lo stesso tipo di sensibilità, anche una certa riservatezza, che forse dipende proprio dal fatto di essere figlie di un’isola.

Ecco, dico questo perché in Carmen ho scoperto un poco di me stessa.

Ho letto con attenzione le sue poesie, vi ho trovato profondità e sensibilità, e nell’ ultima raccolta una certa malinconia.
Ho scelto alcuni testi tra i tanti, e a parte il primo, dedicato alla sua splendida Sicilia, gli altri fanno tutti parte della silloge  “Prigioniere del silenzio”, pubblicata nel 2010.


Isola – sola

Adagiata sopra carboni ardenti

senza mai un lamento
– ho altro a cui pensare –
tranne che a volte sbuffo
lapilli fumo cenere
e magma ribollente
a fuoco lento lento.

Tu mi lambisci i fianchi
e i piedi nudi
– amaro mare mio –
e a volte m’accarezzi dolcemente
ma spesso, se adirato, mi fai male.

Altri amici non ho
che te e il cielo
e i vostri repentini cambi d’umore.

Vi guardo, ascolto e attendo
le vostre lune buone.

Io –
– isola bella – desolata  – e sola  –

Viaggiando in treno

Scorre il mondo
veloce
sotto i miei occhi stanchi.

Case strade campagne
e orli sovrapposti
di montagne.

Altalene di colori
sfumati – in scure gallerie.
Calma e silenzio
intorno.

Auto e camions
s’arrampicano
su una strada in salita.

Un cane attende
solo
in un vecchio cortile
il saluto gentile
di quest’alba innocente.

E io?

Ritroverò quest’oggi
il mio tempo passato?

Saprò sperare ancora
d’incontrare la Gioia?


Nebbia

La nebbia sul mio cuore
fatica a diradarsi.

Caparbia ed insistente
copre,
come un velo di mistero,
la gioia potenziale
che più non osa

affacciarsi

sull’orlo del pensiero.


Deserti

Conosco dei deserti
ogni granello di sabbia,
le dune, il vento secco,
il sole che brucia occhi e pelle,
la sete ingigantita dai miraggi.

Non sa il deserto
il nome dell’amore,
non sente,
è vuoto arido asciutto,
è come il nulla.

Come deserti
certe anime.


Fuoridentro
 Lucida ostrica
di mare orientale
madreperlacea conchiglia –

ma dentro tolta la perla
si dibatte il mollusco
nella sua pena -.

Così appaio fuori
e dentro sono…

(da Prigioniere del silenzio –  Aletti Editore, 2010)

Questa voce è stata pubblicata il 07/05/2012. 11 commenti

Fabbriche

(foto da web)

C’è uno sciopero in attesa,
l’ultimo estenuante tentativo
per una soluzione.

Sguardi opachi di uomini delusi
che non si piegano alla sconfitta
mentre già il pane manca.

Madri inquiete,
negli occhi gli sguardi dei figli,
in tasca poche monete.

Tempi bui
di egoismi sfrenati,
di padri impazziti di angoscia,
di gesti violenti non capiti.

Arriva la sera,
in un letto si cerca il riposo
ma la mente è confusa
e conosce la veglia
soltanto.

P.M.C.

Questa voce è stata pubblicata il 01/05/2012. 14 commenti