Il nuovo anno

( foto da web)

 Si sono concluse ieri con l’Epifania le cosiddette festività natalizie. Non c’è ironia in questa mia espressione, anche se può sembrarlo, ma solo amarezza e un pizzico di malinconia.

Devo dire che quest’anno in particolare non ho percepito minimamente un’aria di festa, di serena attesa di quei momenti che negli anni trascorsi hanno sempre coinvolto e in qualche modo scaldato gli animi, a prescindere spesso da quello che chiamiamo dono della fede.

Piace e fa bene stare in compagnia dei propri cari e degli amici, vivere tutti insieme le suggestive atmosfere del Natale o le attese e in qualche modo le speranze che il nuovo anno porti buone nuove, qualche cambiamento positivo.

Ogni inizio d’anno è questo il nostro più grande desiderio nel momento in cui brindiamo augurando a tutti salute, serenità e…

Ecco, qui il nostro augurio rimane sospeso perché mai come quest’anno questi due doni, pur così straordinari, sembrano insufficienti, manca la parola “lavoro”, che non è a se stante. Può esserci serenità senza lavoro? Può esserci salute?

Salute fisica e mentale, tranquillità e possibilità di fare progetti?

Quali progetti per quanto piccoli si possono fare senza avere punti fermi, la certezza di poter con dignità badare a se stessi e alla propria famiglia?

Io non sono per il “catastrofismo” ma quel che vediamo intorno e lontano da noi è sconvolgente. Speravamo di liberarci di tante cose marce buttandole nell’immondizia insieme all’anno vecchio, ma tutto fa pensare ad un semplice passaggio del “testimone” in altre mani.

A cosa brindiamo dunque? C’è ancora un posto residuo per la speranza?

Possiamo, pur con saggio realismo, credere ancora che l’anno appena nato possa farci qualche dono tanto inatteso quanto desiderato e proprio per questo capace di riaccendere in noi la capacità di credere ancora in qualcosa o in qualcuno?

 P.M.C.

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6 thoughts on “Il nuovo anno

  1. Il fatto, cara Piera Maria, è che non ci sono buone premesse che ci facciano sperare in un anno migliore di quello che abbiamo lasciato.
    Buon anno, comunque!

    • Lo so, Bonaria, e mentre passano i giorni la mia preoccupazione cresce, però non voglio rassegnarmi pensando che niente si possa ancora fare. Credo che qualcosa si stia muovendo in questo nostro Paese addormentato, non voglio pensare che le esperienze passate non abbiano insegnato niente. Certo non voglio illudermi, però sperare sì.
      Ciao, un abbraccio.
      Piera

  2. Non credo che l’appena iniziato anno nuovo porti qualcosa di buono, ma forse gli anni successivi, quando gli elettori facciano alle prossime elezioni uso del diritto di voto e votino con serietà e non opportunismo.
    La speranza è sempre l’ultima a morire e fino a quel punto bisogna ingegnarsi e testimoniare che il paese può essere governato diversamente, sottraendo la fiducia a quei politici che sarebbe meglio rottamare. Un piccolo brindisi è ancora possibile tra i propri cari e amici, nel silenzio ma con un sorriso che esprima solidarietà e fiducia.
    Lorenzo

  3. Sono d’accordo, Lorenzo, sul fatto che il nuovo anno non sembri portare notizie confortevoli ed anche sull’abitudine di andare a votare con scarsa serietà, diciamo con superficialità, ma come giustamente dici bisogna comunque continuare a credere che un Paese possa essere governato in maniera seria, onesta e competente. E allora facciamolo questo “piccolo brindisi” e che la nostra fiducia abbia la meglio!
    Grazie per questa tua gradita visita.
    Piera

  4. Sono in tutto d’accordo con Lorenzo. Quello che possiamo fare è esercitare con serietà il nostro diritto di voto, votando i politici che ci sembrano più seri nel prendersi a carico i problemi del popolo e soprattutto la disoccupazione. Quelli che non promettono magie, ma solo un lento cercare soluzioni faticose per il bene dei più. Questo anno inizia anche nella mia città con tanti licenziamenti e fabbriche chiuse, commercianti tristi e preoccupati; temo che entreremo nella fase più severa della crisi economica e nel mio piccolo non vedo, a livello mondiale, idee e progetti forti
    e innovativi, che possano scongiurarla. Brindo alla speranza che tale situazione risvegli in tutti noi il senso di giustizia sociale e l’impegno in quello che facciamo.

    franca

  5. Grazie, Franca, per questo commento così dettagliato sulla situazione attuale. Hai ragione, dobbiamo votare sempre con serietà e consapevolezza senza prestar fede alle promesse facili, quelle che tu in maniera appropriata chiami “magie”, e che hanno ingannato, e ho paura che lo faranno ancora, tante persone.
    Anche qui i licenziamenti e le fabbriche che chiudono non si contano più, i negozi sono vuoti perché la gente deve stare attenta ad ogni spesa.
    In mezzo a tutto questo c’è chi di soldi ne ha in abbondanza e pensa per questo motivo di poter fare di tutto, lo abbiamo visto anche recentemente.
    Ciao, a presto.

    Piera

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