Archivio | marzo 2013

San Giovanni del Sinis

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Martedì era una splendida giornata, una di quelle che non si vedevano da settimane, è stato facile decidere di andare a fare una passeggiata vicino al mare, destinazione: San Giovanni del Sinis.

Un luogo visitato innumerevoli volte, e ogni volta la gradita sorpresa di qualcosa di nuovo.

Quando siamo arrivati il mare era un po’ mosso, le onde sbattevano con prepotenza sulla spiaggia, coprendo talvolta completamente gli scogli che in diversi punti affiorano dalla sabbia. Molti sono corrosi e si intravedono degli anfratti dove l’acqua scorre o si raccoglie in pozze.

Il cielo era pulito, anche se non del tutto sgombro di piccole nuvole disposte quasi con geometrica regolarità.

Un cielo primaverile, bizzarro, come quelli che marzo spesso ci regala.

Sulla lunga spiaggia, che porta fino alla torre costiera e al Capo San Marco, ho visto di tutto, regali delle mareggiate dei giorni scorsi: conchiglie di ogni genere, piccole e grandi, di colori diversi, pezzi di legno modellati dall’acqua, alcuni dalle forme più insolite, a guardar bene vi si poteva intravedere la sagoma di diversi animali. Sarà lo sguardo ritornato bambino, quando da piccoli si era certi di riconoscere nelle nuvole le medesime forme?

Vi erano interi rami, scheletri anneriti di alberi arrivati lì chissà da dove. Spugne e ciottoli, persino un retino rosa, nuovissimo, dimenticato da qualcuno andato via di fretta, che rimarrà sconosciuto.

E purtroppo anche numerosi oggetti in plastica o in metallo, residui della nostra inciviltà e del nostro maldestro passaggio.

Eravamo in compagnia di carissimi amici appassionati di archeologia, ci hanno detto che poco tempo fa, proprio in seguito alle forti mareggiate l’acqua ha portato alla luce le rovine di un edificio di epoca romana, e forse era possibile vedere qualcosa. Così, quando siamo arrivati nella zona indicata, abbiamo potuto vedere alcuni pezzi molto interessanti: sezioni di muri, grossi massi perfettamente squadrati e tre o quattro pezzi che molto probabilmente erano resti di tombe.

Vi erano diversi pescatori, in quel tratto di spiaggia, con lunghe reti e utensili di ogni genere, ci guardavano incuriositi. Ci siamo avvicinati ad uno di loro per avere qualche informazione, siamo stati fortunati perché in qualche modo ha soddisfatto la nostra curiosità.

Ci ha detto che poco tempo fa è arrivato un gruppo di esperti, tra cui un archeologo, ha esaminato i vari reperti e sembra che abbia fatto riferimento alla presenza di un acquedotto romano. Naturalmente sarà tutto da valutare e approfondire.

L’unica certezza, purtroppo, è che difficilmente si potrà salvare qualcosa, perché le frequenti mareggiate in quel tratto di costa, così come hanno portato alla luce questo importante “pezzo” del nostro passato, allo stesso modo se lo riprenderanno.

Tharros, l’antica città punico-romana, che si trova poco distante ma sul lato opposto della piccola penisola del Sinis, in un tratto costiero molto più riparato, ha avuto miglior fortuna proprio per la sua posizione privilegiata, ed è meta di visite continue da parte di turisti ma anche di studiosi.

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L’elezione di un nuovo Papa


 (foto da web)

Ieri è stato un giorno importante per la Chiesa di Roma, dalle quattro del pomeriggio, infatti, sono incominciate le votazioni per l’elezione del nuovo Pontefice.

Sinceramente non so proprio che cosa aspettarmi, troppo delusa da ciò che in questi anni abbiamo visto, troppo realista per credere che da oggi in poi ci saranno dei veri cambiamenti, importanti e sostanziali.

C’è un Papa che non è più Papa, che ha lasciato ad altri quella che ritengo una missione per ritirarsi nella preghiera e nell’isolamento. Ha fatto una scelta che va rispettata ma che da molti non è stata condivisa.

In questi giorni verrà dunque eletto un nuovo Papa, capo spirituale di una grande comunità, e sarà un ruolo difficilissimo, di quelli in grado di allarmare i veri uomini di fede. La Chiesa è alla deriva, ci sono alcuni grandi uomini, personalità di rilievo, ma veramente pochi per poter dire che la Chiesa sia in discreta salute. I suoi problemi sono enormi e irrisolti, vanno dallo Ior alla pedofilia, dalle lotte intestine alla totale mancanza di trasparenza. Manca tutto ciò che dovrebbe essere alla base dell’insegnamento cristiano: la sobrietà, l’essenzialità, un impegno autentico verso chi è privo di tutto, l’indifferenza verso le ricchezze.

Di tutto questo nella Chiesa vedo poco o niente, mentre sono evidenti il desiderio di potere e di prestigio sociale.

Ho visto parecchi fedeli piangere in Piazza San Pietro durante gli ultimi incontri con Benedetto XVI, un pianto autentico, ho visto anche un Pontefice vecchio e stanco, desideroso di riposo e solitudine, e in quel momento ho provato per lui una umana comprensione, ma poco dopo, una dopo l’altra, ho rivisto davanti agli occhi molte delle scelte da lui fatte negli otto anni di pontificato, scelte sulle quali non riesco proprio a trovarmi d’accordo.

Un Papa, un Padre, come si è soliti dire, deve avere come priorità la soluzione dei bisogni primari dei suoi figli, di tutti i   figli, anche di quelli più “scomodi”. Ho visto troppa indifferenza, scarso rispetto. Non bastano le parole se non sono supportate dai fatti, ci vuole un esempio autentico. Parlare di povertà e indossare indumenti firmati non mi sembra  il massimo della coerenza.

Sarà il nuovo Papa capace di soffermarsi sul vero spirito del Vangelo, sulla sobrietà del messaggio cristiano?

Credo che milioni di persone, credenti, agnostici, atei, si aspettino essenzialmente questo per poter ancora credere che  in un mondo basato esclusivamente sull’interesse personale possa esserci posto per la moralità e l’equità, che non sono parolacce ma valori imprescindibili.

 

P.M.C.

Attendo


 foto da web

Giorni di pioggia

che viene giù copiosa,

giorni di malinconia.

 

Dove si è nascosto il sole

che dona la sua luce,

che illumina e consola

i cuori, se feriti?

 

Attendo che le nuvole

perdano il loro peso

e leggere riacquistino candore,

poi, lente, si allontanino

nel cielo e dalla mente

lasciando spazio al sole.

 

P.M.C.