L’elezione di un nuovo Papa


 (foto da web)

Ieri è stato un giorno importante per la Chiesa di Roma, dalle quattro del pomeriggio, infatti, sono incominciate le votazioni per l’elezione del nuovo Pontefice.

Sinceramente non so proprio che cosa aspettarmi, troppo delusa da ciò che in questi anni abbiamo visto, troppo realista per credere che da oggi in poi ci saranno dei veri cambiamenti, importanti e sostanziali.

C’è un Papa che non è più Papa, che ha lasciato ad altri quella che ritengo una missione per ritirarsi nella preghiera e nell’isolamento. Ha fatto una scelta che va rispettata ma che da molti non è stata condivisa.

In questi giorni verrà dunque eletto un nuovo Papa, capo spirituale di una grande comunità, e sarà un ruolo difficilissimo, di quelli in grado di allarmare i veri uomini di fede. La Chiesa è alla deriva, ci sono alcuni grandi uomini, personalità di rilievo, ma veramente pochi per poter dire che la Chiesa sia in discreta salute. I suoi problemi sono enormi e irrisolti, vanno dallo Ior alla pedofilia, dalle lotte intestine alla totale mancanza di trasparenza. Manca tutto ciò che dovrebbe essere alla base dell’insegnamento cristiano: la sobrietà, l’essenzialità, un impegno autentico verso chi è privo di tutto, l’indifferenza verso le ricchezze.

Di tutto questo nella Chiesa vedo poco o niente, mentre sono evidenti il desiderio di potere e di prestigio sociale.

Ho visto parecchi fedeli piangere in Piazza San Pietro durante gli ultimi incontri con Benedetto XVI, un pianto autentico, ho visto anche un Pontefice vecchio e stanco, desideroso di riposo e solitudine, e in quel momento ho provato per lui una umana comprensione, ma poco dopo, una dopo l’altra, ho rivisto davanti agli occhi molte delle scelte da lui fatte negli otto anni di pontificato, scelte sulle quali non riesco proprio a trovarmi d’accordo.

Un Papa, un Padre, come si è soliti dire, deve avere come priorità la soluzione dei bisogni primari dei suoi figli, di tutti i   figli, anche di quelli più “scomodi”. Ho visto troppa indifferenza, scarso rispetto. Non bastano le parole se non sono supportate dai fatti, ci vuole un esempio autentico. Parlare di povertà e indossare indumenti firmati non mi sembra  il massimo della coerenza.

Sarà il nuovo Papa capace di soffermarsi sul vero spirito del Vangelo, sulla sobrietà del messaggio cristiano?

Credo che milioni di persone, credenti, agnostici, atei, si aspettino essenzialmente questo per poter ancora credere che  in un mondo basato esclusivamente sull’interesse personale possa esserci posto per la moralità e l’equità, che non sono parolacce ma valori imprescindibili.

 

P.M.C.

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6 thoughts on “L’elezione di un nuovo Papa

  1. Ho seguito molto poco la vicenda del Papa, ma devo dire che il tuo articolo, nella sua semplicità e chiarezza, è proprio interessante, perché esprime le aspettative legittime della gente e i dubbi.
    Mi pare che chiamarsi “Francesco” sia simbolo forte; indica un impegno di atteggiamenti ben preciso, apprezzabile da tutte le genti di buona volontà.

    ciao
    franca

    • Ciao Franca, sì, siamo pieni di aspettative perché abbiamo bisogno di “intravedere” delle persone capaci di suscitare in noi sentimenti puliti, nobili. Certo bisogna essere realisti, vanno approfondite anche certe informazioni pervenute sul passato del nuovo Papa, ci sono delle “ombre”, come vengono chiamate, tuttavia mi piace vedere in lui alcune novità, chiamiamole informalità, alle quali non siamo abituati. In seguito vedremo.
      Grazie. Perdona il mio ritardo.
      Piera

  2. Non voglio esprimermi prima di vedere all’opera le persone, ma mi vengono spontanei alcuni pensieri, in questo caso, a cominciare dal nome: spesso si sono cambiati nomi a troppe cose come “facciata”, e poi nella sostanza non è cambiato nulla. E il fatto che sia argentino… col cognome Bergoglio… mi fa sorridere… mi sa tanto di ipocrisia; compreso il fatto che tutte le ricchezze della Chiesa saranno non solo intangibili, come millenni di storia dimostrano, ma semmai si accresceranno, alla faccia dei fedelissimi devoti!
    Scusa, non so davvero se le mie sono solo elucubrazioni vuote, ma attenderò di vedere che mi smentisca in tutto e sarei proprio contenta… perché sarebbe proprio una bella novità.
    Ciao
    car

  3. Hai ragione, Carmen, e condivido quasi tutto. Anch’io sono molto critica verso il Papato e la Chiesa, lo sono da tanto tempo, non vedo coerenza tra le parole e le azioni, tra la ricchezza ostentata e la povertà del mondo, non vedo trasparenza e sobrietà. Ora, pur tra molte cautele e riserve sul suo passato, mi sembra di notare qualche cambiamento nel nuovo Pontefice, certo lo sguardo deve essere sempre attento, non sono le parole che convincono ma i fatti, bisogna aspettare, senza lasciarsi trascinare dagli entusiasmi eccessivi.
    Grazie, scusa anche tu il ritardo nella risposta.
    Ciao.
    Piera

  4. Ciao ti leggo, solo ora, ad elezione avvenuta da otto giorni, per quanto mi riguarda, non sono mai riuscita a sentirmi vicina a Benedetto XVI… Certo dopo un Papa, che seppur anch’esso conservatore, come Giovanni Paolo II che comunque resta tra i più amati, era un po’ difficile “sostituirlo”, anche se comunque molti cattolici hanno visto in lui una guida e si sono molto dispiaciuti della scelta di rinunciare al pontificato. Per quanto riguarda Papa Francesco, devo dire, invece, che mi ha conquistata “a pelle”, certo non possiamo aspettarci da lui grandi cambiamenti, ma credo che sarà un pontificato diverso, e che un certo rinnovamento ci sarà. Ciao

  5. La Chiesa, io credo, ha bisogno di un cambiamento veramente profondo, sono successe troppe cose difficili da capire e tanto meno da giustificare, il silenzio non è mai una soluzione dei problemi quando si tratta di stendere un velo su cose inaccettabili. Mi riferisco alla pedofilia. Ma i problemi dentro la Chiesa non si riducono a questo, anche se si tratta di fatti gravissimi, credo che debba esserci un cambiamento radicale in termini di sobrietà e semplicità a tutti i livelli.
    La Chiesa da troppo tempo non ha niente a che vedere con il cristianesimo. Speriamo comunque nel cambiamento, anche i piccoli segni spingono alla speranza, dobbiamo comunque crederci.
    Ciao, Bonaria, un caro saluto a tutti.
    Piera

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