Archivio | ottobre 2015

Il processo

 

Una breve intervista
il tuo volto in primo piano,
occhi azzurri sconfinati
trasparenti come pochi
resi più belli da un cuore pulito.

E tante rughe intorno
simboli di una vita vissuta
attiva e temeraria
ma innocente e pulita.

E’ passato del tempo
anni di lunghe battaglie
e tu sempre lo stesso.
La forza degli onesti
la coerenza delle anime belle
la grinta di chi non ha paura.

Eppure ieri
i tuoi occhi hanno ceduto,
qualche istante di fatica
mai di resa.

Non  più oggi.

Oggi sei ancora indomito
ti riprendi la vita
deciso a non cedere
davanti all’ingiustizia
neanche quando è nascosta
dietro un’unica parola.

 
P.M.C.

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Lo scultore

 

Ci accoglie
col suo sguardo magnetico
l’artista, nel suo ampio cortile.

Ripiani di scaffali
colmi di sculture,
pietre di ogni spessore
forma e colore,
alcune, in verticale,
sembrano sfiorare il cielo.

Ci guida.

Sopra un tavolo
la pietra bianca
attende con pazienza
l’ingegno del suo autore
per emettere suoni.

L’artista va, l’accarezza
e la pietra, al contatto,
sprigiona melodie.

Né pianoforte, violino
o chitarra,
soltanto doni della Madre Terra
modellati da sapienti mani.

Pietra che parla, che canta,
che suona,
pietra che dialoga, racconta
e stupisce.

Pietra ed artista
figli di questa terra
figli della Sardegna.

P.M.C.

Dopo una visita nella casa-museo dello scultore Pinuccio Sciola, a San Sperate (Cagliari)