Archivio | settembre 2016

Ilaria del Carretto

Diversi anni fa, durante un viaggio in Toscana, mi recai nella bella città di Lucca. Fu in quella circostanza che ebbi modo di visitare la Cattedrale di San Martino, bellissima, e soprattutto potei ammirare lo straordinario monumento funebre di Ilaria del Carretto, opera scultorea di Jacopo della Quercia.
Da quella visita nacque questo testo dedicato a una donna che morì in giovanissima età.

 

Ilaria del Carretto

 

La chiesa era in penombra,
austera e deserta
in quel mattino di luglio.
Entrai in punta di piedi
aprendo piano l’ampio portale
e improvviso mi investì
un profumo d’incenso.

Sostai sorpresa per un momento,
poi decisa cercai di te.

A lungo mi fermai stupefatta
ad ammirare il tuo viso
di dormiente,
le pieghe preziose delle vesti,
lo sguardo lontano del cane
al tuo fianco.

Malinconicamente bella
nella tua scultura in marmo,
altera e dolce insieme.

Così ti immaginai, Ilaria,
per la tua storia nota,
le tue vicissitudini
e l’inganno.

Eppure ogni dolore
dignitosamente composto
rimaneva nascosto
nel tuo fresco viso da bambina.

P.M.C.

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