In una notte d’estate

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La cattedrale di Oristano

 

Con i gomiti
appoggiati sul davanzale
osservo stupita
il difficile dominio della notte
sulla città.

Quanto movimento ancora
nelle strade,
quanta vita nelle case!
Oltre le finestre spalancate
vedo espandersi la luce
tutt’intorno
su persone e cose.

Per le vie
transitano le auto
nei caffè
entrano gli avventori
mentre i ragazzi ostentano
la giovinezza
con un chiasso eccessivo
e senza freni.

Solo sul tardi
senza fretta
la notte prenderà possesso
di ogni cosa.
Le auto sosteranno
le luci verranno spente
i ragazzi torneranno
nelle loro case.

E finalmente
la dea del buio
ancora una volta
avrà il sopravvento
sulla città.

Piera. M. Chessa

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4 thoughts on “In una notte d’estate

  1. “Solo sul tardi
    senza fretta
    la notte prenderà possesso
    di ogni cosa.” Ah, come mi piacciono le città, vuote e silenziose, a tarda notte, in estate! Perciò apprezzo molto questa tua poesia che mi offre uno spaccato della tua città, prima affollata e rumorosa, poi quieta. Bella anche la foto.
    Ciao Piera
    Franca

    • In realtà le giornate sono sempre più lunghe e le notti sempre più brevi, soprattutto nel centro, in periferia invece il problema si pone meno, ad una certa ora si può riposare.
      Anche a me piace molto quel momento in cui tutto tace e puoi guardare con calma fuori ma anche dentro di te.
      Grazie.
      Piera

  2. Bella descrizione del fascino della notte. E’ una poesia molto significativa e si presta ad essere interpretata anche come metafora della vita. Ma qui hai voluto cantare la pace e il silenzio della notte che si espande sul paesaggio e nell’anima di chi ne apprezza il fascino infinito. Bella la cattedrale di Oristano che splende nel buio! Ciao Piera, buonanotte! 🙂
    Gio

    • Come dicevo prima a Franca è veramente un bel momento quello in cui tutto tace dopo la frenesia della giornata, mai il silenzio sembra così bello e amico, pronto ad accoglierci e a farci riflettere. L’indomani poi giustamente ci lasciamo di nuovo avvolgere e talvolta stravolgere dai ritmi frenetici del tempo in cui viviamo.
      Grazie, Giovanna.
      Piera

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