Magica cascata

Nella parte centrale della Sardegna, a circa trentacinque chilometri da Oristano, tra l’abitato di Bonarcado e quello di Santu Lussurgiu (San Lussorio), si trova la cascata di Sos Molinos (I mulini), il cui nome deriva dal fatto che, nel passato, fossero presenti nella zona parecchi mulini.
La cascata, che è costituita da diversi balzi, ha una discreta quantità d’acqua in tutte le stagioni, ma in modo particolare in autunno e in inverno.
Ho avuto modo di ammirarla più volte, eppure ogni volta mi ritrovo a provare le stesse emozioni, come se non l’avessi mai vista prima.
In seguito ad una di queste visite ho scritto il testo che segue.

Magica cascata

Una cascata spumeggiante
nascosta nel verde
all’interno di una nicchia
di foglie
in fondo ad una lunga
scala in pietra.

I sassi scivolosi
invitano all’attenzione
l’acqua limpida
bagna le nostre mani
immerse nella pozza.

Calma, musica e penombra,
un invito al silenzio
all’ascolto, all’attesa.

Improvvisamente
l’ombra degli alberi
si fa più scura
il cielo, appena visibile,
meno terso.

E’ quasi sera.
Bisogna destarsi
si deve risalire.

Piera M. Chessa

 

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Carnevale

Ridono le maschere per le vie
riempiendo di colore
i marciapiedi
coprendoli di coriandoli variopinti
simili a tappeti orientali.

Alcuni cadono negligenti
nelle acque scure
delle pozzanghere
e si sfanno
come gli anni che scorrono
finendo di esistere
prima ancora d’essere stati.

Gioia e Tristezza
si prendono per mano
regalando dolci ed effimeri inganni
nei brevi momenti di allegria
beffardi doni del re Carnevale.

Piera M. Chessa

In terra d’Africa

Due visi accostati,
una madre e un bambino.
Sono uguali gli occhi neri
che guardano lontano
senza vedere,
vicini tra loro
come la labbra riarse
e gli zigomi marcati.

Due età diverse
entrambe provate,
senza progetti verso un futuro
di cui non sanno niente,
due vite proiettate soltanto
in un difficile presente.

(Dalla raccolta “Un ordinato groviglio”, Casa Editrice Il filo)

Piera M. Chessa

Ricordando Etty Hillesum…

Ricordando Etty Hillesum e i tanti ebrei perseguitati che morirono ad Auschwitz e in altri numerosi campi di concentramento.

Etty nacque a Middelburg, nei Paesi Bassi,e morì ad Auschwitz il 30 novembre 1943.

“Chi ha perduto la speranza di essere felice,non può pensare alla felicità degli altri e non può neppure interessarsi dell’altrui infelicità.”

Hetty Hillesum, Diario (nella sua edizione integrale), Adelphy 2012
Hetty Hillesum, Lettere, 1942-1943, Adelphy 1990

La pagoda

Scrissi questo testo anni fa, nel 2003, poco dopo aver visto il bellissimo film “Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera”, diretto da Kim Ki-duk, un film che mi piacque moltissimo per la bellezza delle immagini, per i colori e la profondità del messaggio.
E’ passato un po’ di tempo, eppure credo che questa storia, che racconta così bene la complessità dell’esistenza, dovrebbe essere conosciuta dai ragazzi di oggi.

 

La pagoda

 

Si apre con uno scricchiolio la grande porta scolpita
lasciando dietro di sé un mondo affaticato,
e subito, davanti allo sguardo,
immobile appare la sfumata pagoda
dimora dello spirito, dell’interiorità.

Le acque intorno brillano limpide
oppure offuscate dalla nebbia autunnale
mentre il monaco cerca in sé,
scrutando nella profondità del lago,
il perché delle stagioni e l’essenza del vivere.

E mentre l’uomo sbaglia prega ed espia
le colpe di una vita
il dio ne attende paziente la rinascita
col sorriso impresso sul volto di pietra.

Piera M. Chessa

Il 7 di gennaio

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Sono entrata nella chiesa
di Santa Caterina,
pochi i fedeli
seduti sulle panche
mentre un canto
s’innalzava verso il cielo.

Cercavo di capirne le parole
ma la lingua
mi era sconosciuta.

Il sacerdote
di spalle all’altare
celebrava
la messa di Natale.

Era il sette di gennaio,
per i fedeli ortodossi
un giorno di festa,
un giorno davvero speciale.

Piera M. Chessa

Dicembre

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Metà dicembre ormai
la neve si distende
su strade e tetti,
poco lontano si vede
il campanile di una chiesa.

Ovunque gli alberi
si avvolgono di bianco
come gli steccati
intorno alle case.

E all’interno qualcuno
prepara i canederli
e la calda profumata
polenta con i funghi.

Il Natale, ora vicino,
predispone al dialogo
e invita tutti
alla condivisione.

 

Piera M. Chessa