Tre testi poetici di Alessandro Melis

 

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Riguardando le fotografie

E’ del tutto casuale
la scelta degli istanti,
la rapida teoria di passi
che imprimi
sulla lucente memoria della carta.

Ma se ti volgi, scorgi
lungo la linea curva delle orme,
un disegno preciso del tuo viaggio.

Non distrarre lo sguardo
dalle schegge minime del tempo
che un prodigio della chimica
rafferma, come foglie
nascoste nelle pagine silenti
della pietra:

ti saranno care per sempre
queste tenui trame
di luci e d’ombre.

Pocket Coffee

E’ spiaccicata, la neve, sulle strade
da milioni di suole
d’ogni forma,
scolpita e scabra, come
certe pitture astratte
dei moderni.

E il biancore si macchia,
lentamente
il colore imbrunisce,

ed io cammino, infine,
mani in tasca,
su distese interminate
di granita al caffè.

Lillaz

Guardaci:
passo dopo passo camminiamo,
e siamo poche lettere
su un rigo
di questo indefinito
foglio bianco.

Spunta qui e lì una virgola,
o qualche segno di punteggiatura:
un rametto, uno stecco,
qualche foglia.

Camminare sulla neve
è come scrivere:
divenire parola
nel silenzio.

(Dalla raccolta inedita “Camper”, 2004)

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Notte

 

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Notte silenziosa
sul parco che dorme,
non c’é vento
nè canto di uccelli,
ogni cosa appare immobile
ai miei occhi stanchi.

Una malinconia sotterranea
mi accompagna.

Guardo una luna distante
fredda nella sua bellezza
illuminata dalle luci
che si riflettono nello stagno.

Lontano, nel mezzo,
sul mare,
la luce intermittente del faro
del Capo San Marco.

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Piera M. Chessa

Golfo Aranci

 

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Golfo Aranci è un paese di circa 2500 abitanti, si trova in provincia di Sassari, nella subregione della Gallura. Il suo nome è dovuto probabilmente ad una interpretazione sbagliata dei cartografi della metà del ventesimo secolo. L’espressione in sardo “Gulfu di li ranci”, che significa “golfo dei granchi”, è stato forse tradotto in Golfo Aranci, ma il nome può derivare anche da quello di una delle numerose spiagge della zona, quella di Sos aranzos, Gli aranci.
Il paese è situato su una striscia di terra che si affaccia sul golfo di Olbia, non lontano da una splendida Oasi Naturalistica, habitat ideale per i mufloni e per volatili rari. L’Oasi include anche il vicino isolotto di Figarolo.
Sul promontorio ci sono delle fortificazioni e un importante faro, il Semaforo della Marina Militare, famoso per gli esperimenti fatti da Guglielmo Marconi nel 1932. In suo onore, nell’abitato, è stata eretta una scultura in granito, denominata la “Colonna di Luce”.
L’area è stata abitata fin dal periodo nuragico, lo conferma la presenza del Pozzo sacro di Milis, che risale al VII-VI sec. a. C., divenne poi un porto romano. In tempi recenti è stato prevalentemente un villaggio di pescatori, per diventare in seguito, grazie alla vicinanza con la Costa Smeralda e l’Area Marina di Tavolara, un importante centro turistico.
Le spiagge da visitare e da godere sono veramente tante, alcune più selvagge, altre molto ben attrezzate.
Molto apprezzate le Cinque spiagge, degli autentici gioielli che si affacciano sul paese, situate una vicino all’altra. E poi, andando verso Olbia, ma anche verso Porto Rotondo, se ne trovano numerose altre, dai nomi suggestivi e particolari, veramente incantevoli e capaci di soddisfare tutti i gusti.

(Notizie reperite su Sardegna Turismo e su Wikipedia)

Le foto sono mie.

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Piera M. Chessa

 

S’archittu, piccolo borgo marino

 

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S’archittu è un piccolo borgo marino, una frazione di Cuglieri, paese di circa 3000 abitanti in provincia di Oristano
Significa “il piccolo arco” e deve il suo nome a un arco di roccia calcarea situato a breve distanza, che attira per la sua bellezza non pochi turisti. L’arco è ciò che resta di un’antica grotta erosa dal mare, che soprattutto al tramonto incanta e affascina i numerosi frequentatori del luogo. Bellissimi anche, nei pressi, alcuni isolotti che rendono questo pezzo di mare veramente suggestivo.
Sono purtroppo piccole ed esigue le spiagge a disposizione, ma la zona è così bella che spesso i bagnanti, pur di non rinunciare, prendono il sole distesi sulle rocce.
Vi è, poco distante, una torre, denominata appunto Torre di S’archittu, anch’essa contribuisce a rendere il borgo piacevole e accogliente.
Per quanto riguarda i colori del mare e la trasparenza delle sue acque, non è forse esagerato dire che attirano i visitatori come calamite. Non è raro infatti, ancora in piena stagione primaverile, incontrare turisti, soprattutto tedeschi, fare tranquillamente il bagno.
Per completare questa breve presentazione mi sembra importante ricordare che, poco lontano da S’archittu, si trova il piccolo ma interessante sito archeologico di Cornus.

(Notizie reperite sul web).

Di seguito, un po’ di foto, scattate da me, relative al borgo.

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Piera M. Chessa

 

La tartaruga

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La vedemmo per caso
sul sentiero,
camminava lentamente
in mezzo all’erba.

“Vorrei vederla un poco
da vicino”, ti dissi piano.
Tu la prendesti con garbo
tra le mani,
molto tranquilla lei
ci lasciò fare.

Ne vidi la testina, le zampette,
ne ammirai sullo scudo
il bellissimo disegno giallo e nero,
pensai che la natura
è senz’altro l’artista più geniale.

Infine la posammo sulla strada
e ne seguimmo il passaggio
in mezzo ai rovi,
prima che ritrovasse
la sua tana.

Piera M. Chessa

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Le lacrime delle donne

Quante lacrime versano
le povere donne di oggi,
così poco diverse in fondo
da quelle del passato!

Uguali gli occhi gonfi,
uguale il pianto
e la disillusione.

Tanti diritti,
dicono, acquisiti,
ma quali e quanti?
Solo bugie
per nascondere il vero,
quello che loro stesse
quasi sempre
sanno tener celato.

Piera M. Chessa

Due testi poetici di Mariangela Gualtieri

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In questi giorni sto leggendo un interessante libro della poetessa Mariangela Gualtieri, si intitola “Le giovani parole” ed è stato pubblicato nel 2015 con la Giulio Einaudi Editore.
Conosco già da tempo questa brava autrice perché l’ho incontrata parecchi anni fa in occasione di un Festival Letterario che si tiene ogni anno a Seneghe, un piccolo centro non lontano da Oristano.
Non avendo ancora completato la lettura della sua bella raccolta di poesie, non posso certamente fare una recensione, per quanto breve, posso però dire che amo molto la sua poetica, il suo stile apparentemente semplice ma così denso di contenuti.
Voglio per ora proporre solo due testi, entrambi parlano della primavera, argomento in questo periodo assolutamente attuale.

***

La primavera lancia frecciate
dal cuore dell’inverno.
Sono boccate tiepide le sue
dentro un’aria di vette.

La primavera promette
che verrà. Asciugherà le ossa
strette dal gelo. Farà quel suo lavoro
d’incantatrice. Legherà terra e stelo
ogni vagina alla matrice
di fecondità, ogni seme
sarà dotato di forza lanciatrice
e centrerà l’aggancio
e crescerà.

***

La primavera da lontano
sogna d’essere qui.
E’ quando un canto
qualunque d’uccello
abbatte massicci portali di gelo,
è quando assicura: non è stanca di noi
non smette la terra
di farsi brucare.
Butta su le forme i sapori
per farsi mangiare. Da scuri granelli
diventa animale – e anche pensiero –
sostanza di noi.

(Mariangela Gualtieri, Le giovani parole, 2015 Giulio Einaudi Editore)