Archivio | dicembre 2008

I due vecchi
 
 
Il vecchio
dai capelli bianchi e ricciuti,
la carnagione scura e rugosa,
sedeva silenzioso tra gli amici.
 
Lo sguardo assente rivelava ansia
per la salute malferma della compagna.
Il suo debole udito gli impediva di seguire
la conversazione che si svolgeva intorno.
 
Accanto a lui, un grosso cane
dall’indole mansueta e avanti negli anni,
si lasciava accarezzare dalla sua mano stanca.
Lo sguardo dei due vecchi si somigliava:
entrambi tristi, entrambi un po’ sconfitti.
 

Piera M. Chessa

Questa voce è stata pubblicata il 26/12/2008. 21 commenti

Il nuraghe
 
 
II
 
 
L’antica reggia si innalza verso il cielo.
Nei corridoi, nelle stanze
io ascolto le voci del passato.
 
Rivedo i padri
percorrere i cunicoli,
sollevare il velo sugli antichi misteri.
 
Le pietre mi raccontano
scene di vita quotidiana,
storie di coraggiosi guerrieri.
 
Tutto parla nel silenzio
e porta l’eco di un tempo remoto
ancora vivo nella memoria.
 

Piera M. Chessa – Un ordinato groviglio – Il Filo 2008

Questa voce è stata pubblicata il 18/12/2008. 8 commenti

Il nuraghe
 
I
 
La neve cade in silenzio
sui campi,
lo steccato si copre di bianco,
un cardellino posa su una trave
le sue zampe lievi.
 
Poco distante
il millenario nuraghe domina l’altopiano,
il vento è freddo
e strapazza impietoso
le ombre rare dei passanti
che percorrono il sentiero.
 

Piera M. ChessaUn ordinato groviglioIl Filo 2008

Questa voce è stata pubblicata il 15/12/2008. 4 commenti

La via dei mandorli
 
 
                                    Cesano Boscone, quasi Milano,
come Corsico e Trezzano,
le sue strade sembrano belle
nel pronunciarne il nome:
La via dei mandorli,
delle magnolie, delle betulle.
 
Ma poi lo sguardo abbraccia gli alti piani
di scomposte scatole rettangolari
che bucano il cielo
nel tentativo vano di implorare
un diverso destino.
 
Vedo le finestre buie ed impaurite
sbirciare sulla strada
l’asfalto lacerato dal sole,
e bambini nervosi giocare col pallone,
parlare ad alta voce e cercare lontano,
con lo sguardo scuro come i capelli e la pelle,
il dolce mare del sud,
ricostruito con i frammenti dei ricordi familiari
e di qualche fotografia sgualcita.
 
P.M.C.

Questa voce è stata pubblicata il 11/12/2008. 16 commenti

Qualcosa che riguarda “anche” me
 
 
 
Più libri più liberi
 
7° Fiera della piccola e media editoria
 
dal 5 all’8 dicembre 2008
 
ROMA Eur
 
Palazzo dei Congressi
 
 
Verrà aperta a Roma, nel mese di Gennaio 2009, la prima libreriaIl Filo, che darà ampio spazio alla collana “Nuove Voci”.
 
Alla Fiera della piccola e media editoria di RomaPiù libri più liberi”, lo spazio riservato a “Il Filo” viene utilizzato in particolare per la promozione del nuovo punto vendita.
 
Quest’anno, la Casa Editrice ha due stand, disposti su entrambi i piani della Fiera: stand piano terra: A22stand primo piano: T09.
 
In che senso riguarda me?
Provo un certo imbarazzo, ma ho deciso di promuovermi un po’. Lo faccio in questo     modo:
 
Un ordinato groviglio
 
Piera Maria Chessa
 
Il Filo 2008 
 

Così, se il mio libro in qualcuno ha suscitato un certo interesse… sa dove andarlo a cercare !!!

Questa voce è stata pubblicata il 08/12/2008. 6 commenti

Suggerimento
 
 
Su “Ana la balena”, di Savina Dolores Massa, “Messe in scena”, con una suggestiva fotografia del trio che compone la compagnia “Hanife Ana”, in viaggio, nei prossimi giorni, in Puglia e nel Molise.
 
Sul blog, date, luoghi e orari degli spettacoli.
 

Se avrete modo di assistere alle performance della Compagnia, sono certa che non ve ne pentirete!

www.savinadoloresmassa.splinder.com

www.hanifeana.splinder.com

Questa voce è stata pubblicata il 04/12/2008. 2 commenti

 

 San Galgano


Entrare nella chiesa e guardare il cielo

fu tutt’uno,

non vi era un tetto per nasconderlo alla vista.

L’azzurro penetrava ovunque

sotto gli archi antichi o dietro le colonne.

L’erba cresceva libera sulla terra

annaffiata dalla pioggia,

e gli uccelli dimoravano sulle alte feritoie.

 

 

Nel mezzo, il piccolo altare in pietra

ricordava il luogo sacro

che le nostre suole calpestavano lievi,

mentre il sole illuminava,

dall’alto dell’azzurro soffitto,

gli angoli più segreti della basilica.

P. M. C.

 

 

L’ abbazia di San Galgano

 
L’abbazia di San Galgano è situata a pochi chilometri da Siena, nel comune di Chiusino.
Il sito è costituito dall’eremo (detto “Rotonda di Montesiepi”) e dalla grande abbazia, ora completamente in rovina e ridotta alle sole mura.
Di San Galgano si sa che si festeggia il 3 dicembre e che morì nel 1181,
che, convertitosi dopo una giovinezza disordinata, si ritirò a vita eremitica per darsi alla penitenza, con la stessa intensità con cui si era prima dato alla dissolutezza.
La cappella fu edificata entro il 1185 sulla tomba del santo che era divenuto oggetto di culto popolare.
Al momento della conversione, nel giorno di Natale del 1180, Galgano Guidotti avrebbe infisso nella roccia la sua spada, allo scopo di trasformare l’arma in una croce; in effetti nella Rotonda c’è un masso dal quale spuntano un’elsa e un segmento di una spada corrosa dagli anni e dalla ruggine, ora protetto da una teca.
L’evidente analogia con il mito arturiano non ha mancato di sollevare curiosità e, ovviamente, qualche ipotesi ardita su possibili relazioni fra la mitologia della Tavola Rotonda e la storia di Chiusino.
 
(Testo tratto dal  web)

Questa voce è stata pubblicata il 01/12/2008. 10 commenti